Vivere a Maranello alla fine del Quattrocento

Nel 1475 vengono approvati i primi Statuti del feudo con norme, pene e reati: una testimonianza preziosa della vita quotidiana nella Maranello di cinque secoli fa.

Maranello diventa feudo con propria giurisdizione nel 1464, e nel giro di pochi anni vengono varate una serie di norme per dettare regole di convivenza, reati e pene. È il primo feudatario di Maranello Teofilo Calcagnini ad approvare gli Statuti del 1475, i primi della sua storia, articolati in 83 rubriche. Grazie a questi, possiamo avere qualche notizia su com’era vivere a Maranello alla fine del Quattrocento.

Per esempio, all’epoca nessuno può tenere capre, se non prive di denti, per non danneggiare le colture altrui. In caso contrario, la pena prevista è una multa di 20 soldi marchesini. La larghezza delle strade pubbliche deve misurare almeno 15 piedi, lavorare nei giorni di festa comandati dalla Chiesa è tassativamente vietato, così come lo è costruire stalle o porcili confinanti con i vicini.

Tornando alle pene per i reati, il feudatario non va tanto per il sottile. Lo spergiuro dei testimoni è punito con il pagamento di 100 lire marchesine, ma se i soldi non ci sono si provvede al taglio della mano. Anche chi bestemmia deve pagare la stessa cifra, ma non una volta sola: le 100 lire devono essere versate per ogni bestemmia pronunciata. In alternativa, il reo è costretto ai ceppi per 15 giorni, a sue spese. Le pene per i ladri, invece, prevedono un ventaglio di possibilità fra cui quella estrema, l’impiccagione.

Risale alla fine del Quattrocento un’altra iniziativa importante, una sorta di postilla agli Statuti. Nel 1497, infatti, il feudatario concede facoltà di tenere un mercato settimanale a Maranello ogni mercoledì, libero ed esente da dazi e gabelle. Si tratta del mercato che tuttora si svolge nella città, lo stesso giorno della settimana, da più di cinque secoli.

Bibliografia:

Silvano Soragni “Maranello. Dal Castello feudale… al maestro Giuseppe Graziosi” Artioli Editore, 2007.

Carmen Galloni e Silvano Soragni “Maranello, dalla preistoria alla fotocronaca” Fioranese, 1995.