Il settore tessile e le donne al lavoro

Negli anni ’30 cominciano a nascere nuove imprese nel settore tessile: una buona occasione di lavoro non solo per gli uomini, ma anche per le donne.

Negli anni ’30, a Maranello, chi aveva bisogno di recapitare un pacco poteva rivolgersi a Eminia Grani, detta “Il Corriere di San Venanzio”. La donna caricava in spalla la merce da consegnare ed effettuava il trasporto fra le due località, rigorsamente a piedi.

A parte lo spirito di autoimprenditorialità di persone come Erminia Grani, è la raccolta del riso uno dei primi lavori considerati “per donne”. Se da un lato può essere visto come un passo verso l’emancipazione, dall’altro non bisogna dimenticare lo sforzo fisico a cui le mondine erano sottoposte: ore e ore immerse nell’acqua fino alle ginocchia, chine, qualsiasi fosse la condizione meteorologica. Anche Maranello ha avuto le sue mondine. Il punto di raccolta delle ragazze – talvolta molto giovani, talvolta già mature – era la scuola elementare di Via Vittorio Veneto. Da qui venivano portate nel vercellese per la stagione: 40 giorni di fatica per tornare a casa con qualche soldo e un pugnetto di riso.

Ma a partire da 1930 cominciano ad affacciarsi occasioni di lavoro alternative per le donne maranellesi. Questo stesso anno Augusto Maffei fonda il maglificio Maffei: arriverà a impiegare 30 donne nel 1946 espandendosi fino a toccare il centinaio di dipendenti. Segue a ruota Armando Olivieri con la sartoria Olivieri, partita in sordina e poi sbocciata nel dopoguerra.

I semi continuano a essere seminati da Francesco Volpi che apre un trapuntificio in località Fornace, poi trasferitosi in via Zozi nell’immediato dopoguerra. Il Nuovo Trapuntificio Impero produce coperte imbottite e viene dato in gestione a Ermidia Volpi. Nel 1946 conterà 65 impiegati, di cui 60 donne, e con gli anni diversificherà la produzione concentrandosi su camicie, grembiuli e divise da lavoro sotto il nome Fox Confezioni.

Mentre il Trapuntificio Impero cambia pelle, Lina Alboni Pellati apre il suo maglificio Pellati nel 1949, arrivando a dare lavoro a 80 donne. Sulla scia del settore tessile si arriva fino a tempi più recenti, con l’ultima storica fondazione nel 1974: il maglificio Gold Tricot. Fondato da Maurizio Goldoni con l’aiuto della sorella Mariangela e della madre magliaia Laura Masoli, confeziona capi finiti per conto terzi, diventando successivamente punto vendita autonomo.

Si può dire che il seme sia stato gettato proprio negli anni ’30. E senza dubbio sono stati fatti molti passi avanti dai tempi del “Corriere di San Venanzio”!

 

Bibliografia:
Silvano Soragni, “Maranello. Dal Feudo Calcagnini… alla Scuderia Ferrari”, Artioli Editore, 2004
Silvano Soragni, “Maranello. 1860… Da libero comune a laboriosa città”, Artioli Editore, 2011