La storia della Via Giardini

Nel 1766 cominciano i lavori per costruire la Via Giardini e collegare Modena alla Toscana: la strada passerà da Maranello dando impulso al commercio e allo sviluppo del paese.

La storia di Maranello si intreccia spesso con quella di strade importanti. Se in epoca romana l’insediamento era toccato dalla Via Claudia, nel ‘700 il paese viene coinvolto nella costruzione di una vera e propria autostrada ante-litteram: la Via Giardini.

Siamo nel 1766 e il Duca Francesco III d’Este è uno che, nell’ambito dell’urbanistica, si dà da fare. In provincia ha già fatto costruire la Via Vandelli che, passando per Torre Maina, collega Modena ai possedimenti estensi di Massa-Carrara. La sua costruzione, affidata all’abate Domenico Vandelli da cui prende il nome, è durata dal 1734 al 1751. Adesso è tempo di un progetto più ambizioso: costruire una strada che colleghi il Ducato di Modena al Granducato di Toscana.

Il 20 marzo Francesco III nomina direttore dei lavori per il tratto emiliano Pietro Paolo Giardini. Il nuovo tracciato passerà anche da Maranello per poi inerpicarsi sulle montagne e sboccare in Toscana, il cui tratto viene progettato dall’Abate Ximenes. Per il tratto emiliano vengono impiegati 3000 operai, per quello toscano 2000. La posa della prima pietra è il 28 aprile e i lavori si concludono in dieci anni.

Subito sono pronti sgravi fiscali e incentivi per popolare la nuova via con stazioni di posta, osterie ed esercizi commerciali, così da rendere il tragitto più agevole e fornito dei principali servizi. A Maranello la presenza della nuova importante strada dà impulso al commercio, agli insediamenti nei suoi pressi, e fa sì che diversi personaggi di una certa fama passino dal paese. L’Imperatore Giuseppe II nel 1775, l’Arciduca Ferdinando d’Austria con la moglie Beatrice d’Este nel 1780, il generale Bonaparte alla conquista dell’Italia nel 1769, sua sorella Elisa Baciocchi con Papa Pio VII nel 1804… e molti altri, inclusi gli stessi Duchi estensi che in estate vanno a far villeggiatura a Pavullo.

Con l’Unità d’Italia, la via Giardini diventa strada nazionale. E ancora oggi, la troviamo lì, al suo posto, a testimoniare un pezzo di storia.

Bibliografia

Silvano Soragni, “Maranello, dal Feudo Calcagnini… alla Scuderia Ferrari”, Artioli Editore, 2004