LA CITTÀ

Certi giorni un ruggito rimbomba nell’aria zittendo il brusio della valle. Arriva da lontano come un sibilo, poi si allarga possente e tramortisce l’etere, obbligando fabbri e falegnami, ceramisti e magliai, meccanici e macellai a fermarsi un istante e a sognare un’altra vita.” (*)
E’ il canto, del motore di una Ferrari, che si libra nell’aria di Maranello.
Due nomi, Ferrari e Maranello, un’emozione sola: passione.
Passione che si traduce nel mito del cavallino rampante, con la sua fabbrica, il Museo, l’Auditorium Enzo Ferrari e mille altri segni percepibili ovunque, per le strade, nelle piazze, nei giardini e nelle attività commerciali.
Ma passione anche per le tradizioni enogastronomiche millenarie, custodite fedelmente da realtà artigianali o a conduzione familiare.
Aceto balsamico, prosciutto crudo, parmigiano reggiano, lambrusco e nocino, pasta ripiena fatta a mano e i sapori rustici di una cucina contadina mai dimenticata.

Circondata da dolci colline, che la proteggono a Sud, Maranello mantiene ancora le caratteristiche di un antico borgo emiliano.
I suoni sono quelli del quotidiano urbano e provinciale insieme, provengono dall’aria aperta e richiamano il mormorio delle fronde degli alberi sui quali più volte si è posato lo sguardo amorevole d’uno scrittore o di un fotografo, e non di rado si avverte il cicaleccio serale dei piccoli insetti, il cinguettio degli uccellini in cerca di un riparo tra le fronde, il sibilo del vento attorno ai rami, il lento cadere delle foglie di ritorno alla Madre Terra.
Qui, in questa terra di passaggio, convivono l’amore per la natura e la tecnologia più avanzata, il mito della velocità e la lentezza necessaria per produrre l’oro nero locale, l’Aceto Balsamico, il buon vivere di una volta e la forte innovazione.
La terra scelta da Enzo Ferrari.

(*) Cit. Roberto Valentini – Terre Rosse. Ed. Todaro

the-english-cornerLa versione inglese di questa pagina è stata realizzata grazie al contributo di The English Corner Maranello.
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