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motor web museum

Nasce Motor Web Museum

“Motor Web Museum” è la piattaforma digitale moderna e interattiva progettata dalla “Rete Nazionale Città dei Motori” per creare un grande museo virtuale della cultura motoristica italiana.

Si tratta di un progetto innovativo in materia di turismo, realizzato per stimolare l’interesse verso la tradizione motoristica italiana e integrare esperienza virtuale e reale, che permette, attraverso un’esperienza di utilizzo semplice, accattivante e fortemente personalizzabile, di diffondere la conoscenza del patrimonio motoristico italiano, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e l’incoming turistico delle località aderenti alla rete, rivolgendosi a un pubblico di famiglie, appassionati, studiosi e turisti. Per ogni Comune o ente aderente sono disponibili contenuti approfonditi, realizzati secondo una logica di coinvolgimento e in un’ottica di edutainment rivolto ai più piccoli, seguendo alcune direttrici fondamentali, come le biografie di personaggi illustri, i percorsi tematici e i “gradi di separazione” che mettono in relazione luoghi, temi e oggetti apparentemente distanti. Nell’anno in cui il Museo Ferrari raggiunge il record di visitatori e si conferma tra le prime attrazioni turistiche della regione, l’offerta di diffusione del patrimonio della storia motoristica si estende al virtuale, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere una fetta di pubblico sempre più ampia e di mettere in connessione tra loro antichi saperi e linguaggi innovativi, seguendo il filo rosso di una storia pienamente made in Italy. www.motorwebmuseum.it

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La cittadinanza onoraria a Luca Montezemolo

Il 6 dicembre 2001 il Comune di Maranello ha conferito al presidente della Ferrari la cittadinanza onoraria, per i meriti conseguiti nella guida dell’azienda a partire dal 1992.

La decisione viene adottata dal Consiglio comunale in coincidenza con il decennale della nomina a Presidente ed Amministratore delegato della Ferrari.

A Montezemolo vengono consegnate le chiavi delle città durante una cerimonia all’Auditorium Enzo Ferrari. “Il presidente Montezemolo”, si legge nella motivazione, “si è collocato idealmente nel solco di Enzo Ferrari, che è stato nostro concittadino, contribuendo in modo significativo a rinsaldare il rapporto dell’azienda Ferrari con la gente del territorio. È stato un punto di riferimento, un insostituibile interlocutore, un motore del rilancio economico e sportivo di una importante attività industriale nazionale che ha avuto benefici effetti su molte attività economiche ma anche sul tessuto sociale del nostro paese che, con gratitudine, gli conferisce la cittadinanza onoraria”.

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Il monumento a Enzo Ferrari

Nel 1998 Maranello festeggia i cento anni della nascita di Enzo Ferrari con una lunga serie di iniziative.

Uno dei “segni” rimasti dalle celebrazioni è il monumento dedicato al fondatore dell’azienda, donato alla città dal figlio Piero. La statua è una colonna di bronzo che ritrae le tappe più significative della vita di Enzo Ferrari ed è stata realizzata da Marino Quartieri, scultore modenese molto stimato dal Drake, su incarico del quale aveva realizzato anni prima alcune opere per la tomba di famiglia al cimitero di San Cataldo a Modena.

L’opera si trova di fianco al municipio, per testimoniare il legame che unisce la casa automobilistica alla città. Collocata su un piedistallo di granito alto quasi due metri, la scultura è una sorta di “colonna traiana” in bronzo alta circa 5 metri, di due metri di diametro e del peso di sessanta quintali. Una lunga fascia gira attorno alla colonna in un movimento ascendente. Reca raffigurate, a tutto tondo e a rilievo, le scene e gli episodi più significativi della lunga vita e della gloriosa carriera di Enzo Ferrari, le persone a lui care, i suoi collaboratori, i meccanici, le gare, le vittorie, le automobili, tutta l’epopea di Ferrari e della mitica casa automobilistica da lui fondata. Al culmine di questo percorso a spirale campeggiano la figura di Ferrari, il Cavallino rampante e l’ala della vittoria. I soli personaggi riconoscibili, oltre a Ferrari, ai suoi figli Dino e Piero e al nipote Enzino, sono il pilota Tazio Nuvolari e Sergio Pininfarina, il grande designer dei modelli più celebri delle vetture granturismo. Le altre figure non hanno identità ben precisa: sono piloti e tecnici, colti in azioni dinamiche con le automobili che hanno fatto la storia del Cavallino.

Il monumento a Enzo Ferrari a Maranello è uno dei luoghi più visitati dai turisti e la tappa obbligatoria dei tifosi dopo ogni vittoria della Ferrari. Un monumento gemello è stato donato alla città di Modena ed è collocato nel Parco Ferrari.

Tra le altre iniziative organizzate a Maranello nel 1998 per i cento anni di Enzo Ferrari, da ricordare la mostra internazionale d’arte “Da Ferrari alla Ferrari” e il workshop di architettura “Mito e luoghi: Ferrari e Maranello” dedicato allo studio di progetti urbanistici innovativi per la città, a cura dell’istituto di design Domus Academy.

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I cinquant’anni della Ferrari

Nel 1997 a Maranello si celebra il cinquantesimo anniversario dell’azienda del Cavallino.

Era il 1947 quando dalla fabbrica di Maranello uscì la prima Ferrari mai costruita, la 125S. Per festeggiare l’evento, nel maggio 1997, duemila Ferrari sono arrivate da Roma a Maranello attraversando l’Italia.

La partenza della lunga carovana dalla Capitale non è casuale: fu proprio al Gran Premio di Roma, sul circuito di Caracalla, che la Ferrari conquistò la prima vittoria il 25 maggio 1947, con la 125S guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore della scuderia. Solo qualche settimana prima il deludente risultato della gara sul circuito di Piacenza aveva portato Enzo Ferrari a commentare: “un insuccesso, ma promettente”. La vittoria romana fu invece l’avvio di una lunga serie di successi sulle piste: già nel ’47 la Ferrari vinse metà dei gran premi di quel campionato.

La strada che congiunge Roma a Maranello, in occasione del cinquantesimo, è dunque il percorso simbolico e concreto che racconta la storia e l’evoluzione del mito Ferrari lungo i suoi primi 50 anni. Il lungo corteo del 1997 ha visto protagoniste auto storiche dei collezionisti di tutto il mondo, come la GTO, la 250 Le Mans, la spider California, la 250 GT, la Daytona. Uno spettacolo straordinario culminato nella sfilata in pista a Fiorano e nella grande festa in Piazza Libertà a Maranello con i vertici dell’azienda e l’amministrazione comunale, con tanto di taglio della torta al grido di “Tanti auguri Cavallino!”.

4500 a. C. …there was just a hut

Archaeological remains dating back to the Eneolithic and the Bronze Age have been discovered in the Maranello area. The most ancient is a hut from the Neolithic period.


Who were Maranello’s first inhabitants? Which humans originally decided to choose this area as their home?

To learn something about Maranello’s first inhabitants, we must look at the Neolithic period which historians claim to go back as far as 4500 BC.

Evidence of the first known human settlement in the Maranello area was found in 1947. It is a 2-metre-wide hut which is just a small portion of a house. Neolithic inhabitants lived in villages consisting of scattered huts embedded in the ground which lacked without defensive walls.

The presence of Neolithic settlements can be found throughout the entire foothill area of the province of Modena. Here, Maranello area included, some pieces of history were unearthed during the 19th century. Among these, graves dating back to the Eneolithic period (1500-1800 B.C.) and remains of the Bronze Age Terramare civilisation (1800 – 1000 B.C.). Maranello is part of the settlement areas of the Terramare civilisation. These people built trapezoidal or rectangular villages equipped with wall defences and composed of stilt houses built on dry soil.

 

Bibliography
Carmen Galloni and Silvano Soragni, Maranello, dalla preistoria… alla fotocronaca, Fioranese SNC, 1995

Roman age Furnace that found in 1987

189 a. C. The Romans conquer Maranello

Between 189 and 179 BC, the Romans conquered the Maranello area and drove off the Ligurians. The Via Claudia and the Roman Column provide the main evidence for the period.

Maranello’s ancient history is not straight forward. Archaeological finds represent the Neolithic to the Bronze Age, but there is little proof for other periods. The Gauls and the Etruscans, for example, left no trace.

One thing is certain: between 189 and 179 BC, the Romans gradually conquered the area. At that time, the Ligurians occupied the Modenese mountains. They were a population with their own political and administrative organisation. The pre-Roman roads that crossed the Maranello settlement aided the Roman troop movements. Among these roads was the first Via Claudia route.

The road through the foothills was restored, changed, and made accessible again by Claudius the Consul, who gave it its name. It is still one of Maranello’s main roads. The legendary Via Claudia, along with the Roman column, provides testimony about the place. Here, until a few centuries ago, was where municipal messengers would read community announcements, the so-called “grida,” to citizens which contained new rules, proclamations, and important notices.

Other finds in the Maranello area include the remains of furnaces, utensils, mosaic floors, vases, and amphorae, complete the picture and proof of the story of the town’s extended Roman period.

 

Bibliography
Carmen Galloni and Silvano Soragni, Maranello, dalla preistoria alla fotocronaca, Fioranese, 1995.

Fornace di epoca romana venuta alla luce nel 1987

189 a. C. –  I Romani conquistano Maranello

Tra 189 e 179 a.C. i Romani conquistano l’area di Maranello scacciando i Liguri Frinates: la Via Claudia e la Colonna Romana sono le testimonianze principali.

La storia antica di Maranello non è lineare: esistono periodi testimoniati da ritrovamenti, come quello che va dal Neolitico all’Età del Bronzo. Altri, invece, sono del tutto privi di testimonianze: per esempio, non c’è traccia del successivo passaggio di Galli ed Etruschi.

Ma una cosa è sicura. Dal 189 al 179 a.C., l’area viene pian piano conquistata dai Romani. A quel tempo le montagne del modenese sono occupate dai Liguri Friniates, un popolo con la propria organizzazione politico-amministrativa. Le strade di epoca pre-romana che toccano l’insediamento di Maranello facilitano il transito delle truppe romane. Fra queste, anche il primo tracciato della Via Claudia.

L’antica strada pedemontana viene ripristinata, modificata e rimessa in funzione dal Console Claudio che le dà il nome attuale. Si tratta oggi di uno dei principali assi viari di Maranello e testimonianza del periodo assieme alla Colonna Romana, luogo che diventa presto simbolico. Qui, fino a qualche secolo fa, i messi comunali leggevano ai cittadini i bandi relativi alla vita della comunità, le cosiddette “gride”, contenenti proclami speciali e comunicazioni importanti.

Infine, resti di fornaci, utensili, pavimenti a mosaico, anfore e vasi rinvenuti nei dintorni di Maranello completano il quadro e contribuiscono a testimoniare la lunga fase romana della città.


Bibliografia

Carmen Galloni e Silvano Soragni, Maranello, dalla preistoria alla fotocronaca, Fioranese, 1995.

4.500 a. C.

Nell’area di Maranello sono stati scavati resti risalenti all’Eneolitico e all’Età del Bronzo, ma il ritrovamento più antico è un fondo di capanna del periodo Neolitico.


Chi erano i primi maranellesi? Gli esseri umani che in origine decisero di eleggere questa zona a propria casa?
Per sapere qualcosa dei primi abitanti di una Maranello che ancora non si chiamava così bisogna andare indietro nel tempo fino al Neolitico: un periodo che gli storici fanno cominciare nel lontanissimo 4500 a.C.

Il ritrovamento più antico viene scavato nel 1947 e testimonia il primo insediamento umano che ci è dato conoscere nell’area di Maranello. Si tratta di un fondo di capanna largo 2 metri: in pratica, una piccola porzione di casa. Gli abitanti del Neolitico, infatti, abitavano in villaggi privi di cinte difensive e composti da capanne interrate sparse.

Tutta la fascia pedemontana della provincia di Modena rivela la presenza di insediamenti del Neolitico. Qui – area di Maranello inclusa – nel corso dell’Ottocento erano già stati portati alla luce tasselli di storia: fra questi, tombe di inumati del periodo Eneolitico (1500 – 1800 a.C.) e resti di Terramare dell’Età del Bronzo (1800 – 1000 a.C.). Maranello, infatti, si inserisce di fatto anche in quelle aree interessate dalle civiltà terramaricole: villaggi trapezoidali o rettangolari cinti da opere di difesa e composti da abitazioni su palafitte in terreno asciutto.


Bibliografia

Carmen Galloni e Silvano Soragni, Maranello. Dalla preistoria… alla fotocronaca, Fioranese SNC, 1995

 

The municipal vinegar works in Maranello

In 2012 the municipal vinegar works in Maranello was inaugurated at San Venanzio: the “black gold” from Modena finds its home in the city of the Prancing Horse.

Not only fast cars and ceramics: Maranello has made itself a name also for enogastronomy. The region and the province speak for themselves: in fact, the city itself is a “spokesman” for one of the local specialties: the traditional balsamic vinegar of Modena.

In 2012 the municipal vinegar works were opened in Maranello in a loft in the village of San Venanzio. The “black gold”, prepared according to an ancient recipe dating back to 1508, started to be produced in the city of Modena. The definition of the master tasters of the Consorteria (the local Guild) defines this vinegar as a product of a “deep brown, shiny and strong” colour, with a syrupy consistency and “sweet and sour taste with velvety shades.”

In short, beware of imitations! The true Traditional Balsamic Vinegar is the one deriving from cooked grape must from local grapes, and aged in wood barrels and drums of different sizes. A long and accurate process of decanting and topping up the must transforms it in the unmistakable product we know.

The municipal vinegar works is a good starting point for a gourmet tour of the territory. Among the other products in the area approved by gourmet tourists, you will find all major specialties of Modena: Parmigiano-Reggiano, crescentine, fried dumplings, nocino liqueur. And finally, chestnut and mixed flower honey, and both Campanina apple, a variety of typical fruits of the area.

 

Town twinning with Sakahogi (Japan)

In 2011 the twinning between Maranello and Sakahogi (Japan) was finalized, thanks to a relationship that began in school during an exchange between the Dino Ferrari Institute and N.A.C. Institute in the Japanese city.

As a renowned Motor City, Maranello could only twin up with another motor city such as Sakahogi. Home of the Nakanihon Automotive College, Sakahogi is near to the home to Toyota, Subaru, Nissan and Suzuki. The official town twinning was signed in 2011 and is the natural continuation of an experience started at school.

In fact, since 1999 the N.A.C. in Sakahogi and the Dino Ferrari Institute of Maranello organised annual exchanges. Thanks to Professor Emilia Paderno and the Japanese Headmaster Hiro Hamada, some Italian teenagers began traveling to Sakahogi for company internships and vice versa. In fact, the exchange quickly became an important experience of human and working confrontation.

The two schools also participated in shared projects. Within the Levante project, for example, a mixed working team created the prototype MULO SYSTEM: a quadricycle vehicle road tested from Rome to Maranello. Also mentioned by Wired and the magazine L’Espresso, it was awarded an acknowledgement by the Well Tech Award in Milan.

The town-twinning between Maranello and Sakahogi is now part of the history of the city, sharing the industrial vocation and concrete projects of both cities for human and professional training of young people.

 

Bibliography

Aavv, “A. Ferrari 50, 1963 – 2013, Istituto Tecnico e professionale”, 2013, IPSIA Maranello