La nuova Formula 1

Il 22 febbraio è stata presentata a Maranello la nuova monoposto Ferrari.

Dopo la presentazione ufficiale in azienda della SF71H, i piloti Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, insieme al team principal Maurizio Arrivabene e al direttore tecnico Mattia Binotto, hanno raggiunto i tanti tifosi degli Scuderia Ferrari Club provenienti da tutta Italia radunati all’Auditorium Enzo Ferrari, che hanno accolto gli uomini del Cavallino con un bagno di folla travolgente ed entusiasmante.

Una giornata memorabile per i tifosi e per la squadra. Sul palco anche il collaudatore Marc Gené e il sindaco di Maranello Massimiliani Morini.

“Voi siete il vero motore della Ferrari, è il vostro entusiasmo che ci motiva a fare sempre meglio”, ha detto Arrivabene ai tifosi. “Abbiamo lavorato consapevoli di costruire una Ferrari e questo ci rende orgogliosi e rappresenta un esempio di eccellenza italiana. La Ferrari è diversa perché è fatta in Italia, qui a Maranello. E questo crea il grande feeling”.

La nuova vettura, profondamente rinnovata rispetto al modello precedente, ha esordito ufficialmente il 25 marzo al Gran Premio d’Australia sul circuito di Melbourne, e ha permesso alla Ferrari di conquistare il podio, con Vettel in prima posizione e Raikkonen terzo.

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Il passaggio della Mille Miglia

Il 19 maggio 2012 sulle strade di Maranello transita la storica gara automobilistica.

Il “Ferrari Tribute to Mille Miglia”, gara di regolarità per auto d’epoca, è l’ideale prosecuzione della competizione automobilistica stradale disputata in 24 edizioni tra il 1927 e il 1957.

Nella tappa maranellese le storiche vetture hanno percorso le principali vie cittadine e toccato i luoghi simbolo della Ferrari. Particolarmente emozionante il passaggio all’interno degli stabilimenti dell’azienda con il transito delle vetture dal nuovo ingresso in via Enzo Ferrari e l’uscita in Via Abetone Inferiore, storico ingresso dell’azienda.

Per Enzo Ferrari la Mille Miglia era “la corsa su strada più bella del mondo” e la rievocazione storica è un omaggio all’originaria gara di velocità. L’edizione 2012 del Ferrari Tribute ha visto l’affermazione delle Ferrari 512 TR (1992), 458 Italia (2010) e 250 GT Cabriolet (1962). Rispettando la tradizione nata nel 1927, il percorso ha preso il via e si è concluso a Brescia, attraversando mezza Italia prima e dopo il giro di boa a Roma. Ogni anno, il percorso subisce modifiche allo scopo di tornare a far transitare la Mille Miglia in località nuove e diverse. Praticamente obbligata la tappa a Maranello, la città che ha dato i natali alla casa automobilistica più prestigiosa del mondo.

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La festa per il ritorno del titolo mondiale

L’8 ottobre del 2000, dopo 21 anni, Michael Schumacher riconquista con la Ferrari il titolo di Campione del mondo piloti.

È il primo titolo per la Ferrari da quello ottenuto nel lontano 1979 da Jody Scheckter. Dopo una lotta per la pole position tra Michael Schumacher e Mika Häkkinen, che si scambiano le posizioni in cima alla lista dei tempi per ben cinque volte lungo tutta la gara, è il pilota tedesco a spuntarla.

Migliaia di persone dall’Italia e dall’estero festeggiano nelle strade e nelle piazze di Maranello, dopo aver assistito al memorabile Gran Premio di Suzuka su un maxischermo appositamente allestito: una marea multicolore di lingue, culture, etnie e tradizioni, una moltitudine variegata e festosa unita dall’unica grande passione per la Ferrari.

È il popolo dei tifosi, una comunità di appassionati che non perde occasione per tributare al proprio mito segni di affetto e calore. Anche nei momenti più difficili, come nei gran premi finali dei campionati di F1 del 1997, 1998 e 1999, quando la Ferrari ha mancato di un soffio la vittoria del mondiale piloti. È in quei momenti che la “fede” ferrarista emerge in tutta la sua unicità: un amore incondizionato e smisurato per la scuderia e i suoi piloti, anche nelle sconfitte, e ben rappresentato dall’immenso cuore rosso di 360 mq. realizzato dagli stessi tifosi e trascinato in corteo come un vero trofeo, simbolo di identità e appartenenza, o dal suono delle campane della parrocchia che celebrano i trionfi del Cavallino.

Quello dei gran premi a Maranello è un grande rito collettivo che richiama persone da ogni parte d’Italia e d’Europa per assistere insieme, nella città del Cavallino, alla proiezione delle gare di Formula 1. Una tradizione che prosegue ancora oggi, nelle domeniche di gara, con le dirette delle gare all’Auditorium Enzo Ferrari, dove gli appassionati si danno appuntamento per tifare Ferrari.

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La Cronoscalata del Cavallino

Una corsa di velocità in salita per auto moderne e storiche ha ripercorso il tracciato utilizzato a lungo per i test delle Rosse.

Prima della costruzione del circuito di Fiorano nel 1972, Enzo Ferrari era solito testare le proprie auto, anche quelle da corsa, sulle strade cittadine, in particolare sul tratto della via Giardini che da Maranello conduce a Serramazzoni, passando per la mitica “Svolta” di San Venanzio, località che prende il nome dalla caratteristica curva a gomito presente in quel punto.

Su quel tratto non era inconsueto per gli abitanti della frazione ammirare campioni come lo statunitense Phil Hill provare la 250 Testa Rossa che lo avrebbe condotto alla vittoria alla 24 ore di Le Mans il 22 giugno 1958 insieme a Olivier Gendebien.

Su quella strada che dalla pianura porta alla collina Ferrari teneva a battesimo molte delle sue creature. Proprio sulla via Giardini a partire dal 1998 e per alcuni anni si è disputata la Cronoscalata del Cavallino, gara di velocità in salita per auto moderne e storiche, evento che ha richiamato numerosi appassionati desiderosi di rivivere quelle antiche emozioni. Una gara che ha riportato in auge i fasti e le atmosfere di un periodo mitico per l’automobilismo da corsa.

In quegli anni Maranello accoglie anche altri grandi eventi sportivi, come la partenza della Maratona d’Italia dalla Galleria Ferrari, cornice suggestiva per una disciplina antichissima e gloriosa, idealmente legata a Maranello perché lo stesso Enzo Ferrari, in gioventù, prima di appassionarsi ai motori, aveva praticato l’atletica: “Un’emozione ancora lontana, per me, quella del volante”, scrisse nelle sue memorie, “Il mio sport era l’atletica leggera”.

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I cinquant’anni della Ferrari

Nel 1997 a Maranello si celebra il cinquantesimo anniversario dell’azienda del Cavallino.

Era il 1947 quando dalla fabbrica di Maranello uscì la prima Ferrari mai costruita, la 125S. Per festeggiare l’evento, nel maggio 1997, duemila Ferrari sono arrivate da Roma a Maranello attraversando l’Italia.

La partenza della lunga carovana dalla Capitale non è casuale: fu proprio al Gran Premio di Roma, sul circuito di Caracalla, che la Ferrari conquistò la prima vittoria il 25 maggio 1947, con la 125S guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore della scuderia. Solo qualche settimana prima il deludente risultato della gara sul circuito di Piacenza aveva portato Enzo Ferrari a commentare: “un insuccesso, ma promettente”. La vittoria romana fu invece l’avvio di una lunga serie di successi sulle piste: già nel ’47 la Ferrari vinse metà dei gran premi di quel campionato.

La strada che congiunge Roma a Maranello, in occasione del cinquantesimo, è dunque il percorso simbolico e concreto che racconta la storia e l’evoluzione del mito Ferrari lungo i suoi primi 50 anni. Il lungo corteo del 1997 ha visto protagoniste auto storiche dei collezionisti di tutto il mondo, come la GTO, la 250 Le Mans, la spider California, la 250 GT, la Daytona. Uno spettacolo straordinario culminato nella sfilata in pista a Fiorano e nella grande festa in Piazza Libertà a Maranello con i vertici dell’azienda e l’amministrazione comunale, con tanto di taglio della torta al grido di “Tanti auguri Cavallino!”.

gemellaggio sakahogi maranello

Il gemellaggio con Sakahogi

Nel 2011 viene sancito il gemellaggio fra Maranello e Sakahogi: un rapporto nato sui banchi di scuola grazie a uno scambio fra l’Istituto Dino Ferrari e il N.A.C. della città giapponese.

In quanto città dei motori, Maranello non poteva che gemellarsi con un’altra città specializzata nelle quattro ruote, Sakahogi. Sede del Nakanihon Automotive College, Sakahogi fa parte del comprensorio dove hanno sede Toyota, Subaru, Nissan e Suzuki. Il gemellaggio ufficiale viene siglato nel 2011 ed è il naturale proseguimento di un’esperienza nata sui banchi di scuola.

Fin dal 1999, infatti, fra il N.A.C. di Sakahogi e l’Istituto Ferrari di Maranello prende corpo uno scambio annuale. Grazie alla professoressa Emilia Paderno e al preside giapponese Hiro Hamada, alcuni ragazzi italiani cominciano a recarsi a Sakahogi per il tirocinio aziendale e viceversa. Di fatto, lo scambio diventa subito un’importante esperienza di confronto umano e lavorativo.

Le due scuole hanno anche partecipato a progetti congiunti. In seno al progetto Levante, per esempio, un team di lavoro misto ha realizzato il prototipo MULO SYSTEM: un veicolo quadriciclo testato su strada da Roma a Maranello. Citato anche da Wired e da L’Espresso, ha ottenuto un riconoscimento al Well Tech Award di Milano.

Il gemellaggio fra Maranello e Sakahogi, dunque, si conferma come parte integrante delle esperienze della città, condividendo sia la rispettiva vocazione industriale sia progetti concreti per la formazione umana e professionale dei più giovani.

Bibliografia

Aavv, “A. Ferrari 50, 1963 – 2013, Istituto Tecnico e professionale”, 2013, IPSIA Maranello

Town twinning with Sakahogi (Japan)

In 2011 the twinning between Maranello and Sakahogi (Japan) was finalized, thanks to a relationship that began in school during an exchange between the Dino Ferrari Institute and N.A.C. Institute in the Japanese city.

As a renowned Motor City, Maranello could only twin up with another motor city such as Sakahogi. Home of the Nakanihon Automotive College, Sakahogi is near to the home to Toyota, Subaru, Nissan and Suzuki. The official town twinning was signed in 2011 and is the natural continuation of an experience started at school.

In fact, since 1999 the N.A.C. in Sakahogi and the Dino Ferrari Institute of Maranello organised annual exchanges. Thanks to Professor Emilia Paderno and the Japanese Headmaster Hiro Hamada, some Italian teenagers began traveling to Sakahogi for company internships and vice versa. In fact, the exchange quickly became an important experience of human and working confrontation.

The two schools also participated in shared projects. Within the Levante project, for example, a mixed working team created the prototype MULO SYSTEM: a quadricycle vehicle road tested from Rome to Maranello. Also mentioned by Wired and the magazine L’Espresso, it was awarded an acknowledgement by the Well Tech Award in Milan.

The town-twinning between Maranello and Sakahogi is now part of the history of the city, sharing the industrial vocation and concrete projects of both cities for human and professional training of young people.

 

Bibliography

Aavv, “A. Ferrari 50, 1963 – 2013, Istituto Tecnico e professionale”, 2013, IPSIA Maranello

 

La ricerca dell’Istituto “Dino Ferrari” sui prototipi

Nel 1998 l’Istituto Ferrari vince il premio ENEA, uno dei tanti traguardi raggiunti nell’ambito della ricerca sui prototipi di cui la scuola si fa portavoce.

Anno 1998. Per l’Istituto “Dino Ferrari” è tempo di vincere il suo primo premio nell’ambito della ricerca e dello sviluppo di prototipi. È un comparto fertile, in cui gli studenti di Maranello sono attivi già da anni con vari team di lavoro guidati dai professori.

Il riconoscimento che arriva nel 1998 è il premio ENEA conquistato al Trans-European: il primo rally per veicoli elettrici che attraversa l’Europa, 1300 km da Bruxelles a Montecarlo. I sei prototipi con cui si presenta Maranello sono creati – e guidati – proprio dagli studenti dell’Istituto Ferrari.

Già nel 1995 la scuola aveva presentato il prototipo Oxiana 1 alla manifestazione Motore 2000 a Milano. I pezzi di Oxiana 1 erano poi serviti per costruire Oxiana 2, un ibrido elettro-solare con pannelli fotovoltaici sulla carrozzeria, sperimentato su strada al confine fra Afghanistan e Uzbekistan.

Nel 1996, invece, la scuola aveva fornito l’unico team europeo ammesso al World Solar Cycle Challenge: 3600 km nel bel mezzo del deserto australiano da percorrere con prototipi di veicoli solari. Il modello presentato dai maranellesi, con carrozzeria in legno di balsa, si chiamava Pinocchio ed era ispirato alla prima concept car elettrica della storia, la Jamais Contente del 1899.

Dopo il premio ENEA, per l’istituto arrivano altri riconoscimenti ed esperienze. Nel 2000 la scuola vince il premio INVFactor del CNR grazia al triciclo leggero Fuell Buster, mentre nel 2012 il suo prototipo Celerifero si classifica primo a Job Orienta, iniziativa promossa dal MIUR. Non manca poi la partecipazione, fra 2010 e 2012, alle Shell Eco Marathon organizzate in Germania e Olanda. Qui la scuola porta in pista i prototipi Virgil e Virgil Whale, il secondo dotato di una particolare carrozzeria a forma di balena.

Infine, anche la lunga collaborazione con il N.A.C. di Sakahogi dà i suoi frutti in fatto di prototipi. Fra questi, c’è il MULO SYSTEM: un veicolo quadriciclo testato su strada da Roma a Maranello. Citato anche da Wired e da L’Espresso, ha ottenuto un riconoscimento al Well Tech Award di Milano.

 

Bibliografia

Aavv, “A. Ferrari 50, 1963 – 2013, Istituto Tecnico e professionale”, 2013, IPSIA Maranello

The research on prototypes at the “Dino Ferrari” Institute

In 1998 the Ferrari Institute won the ENEA award, one of many achievements in the field of research on prototypes, which the school represents.

In 1998, the “Dino Ferrari” Institute won its first award in the field of research and development of prototypes. It is a fertile sector, where students from Maranello have been active for years with various work groups led by their teachers.

This recognition received in 1998 is the ENEA prize, won by the Trans-European: the first electric vehicle rally across Europe, 1,300 km from Brussels to Monte Carlo. The six prototypes with that Maranello presented were created – and driven – by the students themselves.

In 1995, the school had already presented the prototype Oxiana 1 at the Motore 2000 exhibition in Milan. The pieces of Oxiana 1 were then used to build Oxiana 2, a solar-electric hybrid with photovoltaic panels on the body, which was test driven on the border between Afghanistan and Uzbekistan.

In 1996, however, the school had provided the only European team admitted to World Solar Cycle Challenge: a 3,600 km track through the middle of the Australian desert with prototypes of solar vehicles. The model presented by the students of Maranello, with a bodywork made of balsa wood, was named Pinocchio and inspired by the first electric car concept in history, the Jamais Contente of 1899.

After winning the ENEA award, the Institute tallied more accolades and experiences. In 2000, the school won the CNR INVFactor award thanks to the light tricycle Fuell Buster, and in 2012, its prototype Celerifero took first place in Job Orienta, an initiative promoted by the Ministry of Education, University and Research. Between 2010 and 2012, they also participated in the Shell Eco Marathon organized in Germany and Holland. Here, the school brought to the track the prototypes Virgil and Virgil Whale, the second with a particular whale-shaped body.

Finally, the long association with the N.A.C. in Sakahogi finally produced its results in terms of prototypes. Among these, there is the MULO SYSTEM: a four-wheeled cycle vehicle tested on road from Rome to Maranello. It was mentioned in the magazines Wired and L’Espresso, and received an acknowledgement from the Well Tech Award in Milan.

 

Bibliography

Aavv, “A. Ferrari 50, 1963 – 2013, Istituto Tecnico e professionale”, 2013, IPSIA Maranello

 

 

La Galleria del Vento

Nel 1997 Renzo Piano progetta la Galleria del Vento dello stabilimento Ferrari: il primo tassello di “Formula Uomo”, per fare dell’azienda una “Cittadella” a misura di essere umano.

Alla metà degli anni ’90 lo stabilimento Ferrari comincia una metamorfosi volta a trasformarlo nell’attuale Cittadella Ferrari. È l’inizio di “Formula Uomo”, il programma inaugurato da Luca Cordero di Montezemolo per rendere lo stabilimento un luogo a misura di essere umano. Lo scopo, mantenere alta la qualità di vita dei lavoratori con ambienti firmati da grandi nomi dell’architettura.

Il primo tassello è la famosa Galleria del Vento, progettata da Renzo Piano. Oggi spicca alle spalle del nuovo ingresso, con la sua forma inconfondibile. È una “scultura della velocità”, dove il classico tubo che incanala l’aria – necessario in ogni Galleria del Vento – diventa il fulcro della costruzione prendendo le sembianze di un pezzo di motore.

Bibliografia

A cura di ICARO Progetti x l’Arte, Elisabetta Barbolini Ferrari e Augusto Bulgarelli, “Maranello e il suo Museo”, Città di Maranello

A cura di ICARO Progetti x l’Arte, aavv, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello