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Il vertice Italia-Germania

Il 31 agosto 2016 Maranello ha ospitato il vertice bilaterale Italia-Germania.

L’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e la Cancelliera tedesca Angela Merkel, insieme alle rispettive delegazioni istituzionali, si sono incontrati all’interno degli stabilimenti della Ferrari, simbolo internazionale dell’eccellenza del made in Italy. Una giornata che resterà nella storia di Maranello, a riconoscimento dell’importanza di un territorio che è il simbolo del “saper fare” e della capacità di affrontare le sfide della contemporaneità con un approccio concreto e uno sguardo sempre rivolto al futuro. Accolti dalle autorità locali e dai vertici dell’azienda sulla pista del Cavallino, i protagonisti delle istituzioni italo-tedesche hanno discusso per l’intera giornata dei temi cardine dell’agenda politica europea: dalla flessibilità alla sicurezza economica, dal terrorismo alla questione immigrazione, a pochi giorni di distanza dal tragico terremoto che aveva colpito vaste zone dell’Italia centrale. Gli interi lavori del vertice – che hanno visto la partecipazione delle massime delegazioni governative dei due paesi e la conferenza stampa finale congiunta del presidente del Consiglio italiano e della Cancelleria alla presenza di decine e decine di giornalisti italiani e stranieri – si sono svolti nei locali messi a disposizione da Ferrari, in un contesto per eccellenza internazionale.

La giornata storica ha confermato Maranello quale luogo emblema del made in Italy conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

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La Ferrari in dono al Comune

La prima Ferrari con il nome di una località non poteva che portare il nome della città dove viene costruita.

L’8 novembre 2005 il presidente della Ferrari Montezemolo ha donato al Comune di Maranello una Ferrari 575 M Maranello, la prima vettura prodotta dall’azienda con il nome di una località, testimonianza concreta del rapporto storico tra Ferrari e Maranello. Da allora la vettura è collocata stabilmente nell’atrio del Municipio in Piazza Libertà.

“La Maranello è stata la nostra prima macchina con un nome di località, l’abbiamo voluta per ufficializzare il rapporto storico che esiste tra l’azienda e il paese”, ha detto Montezemolo all’atto del dono. “La sua introduzione nel 1996 ha coinciso anche con un momento di grande successo della Ferrari nel mondo. Con questo dono vogliamo testimoniare ancora una volta il legame che ci unisce a questo territorio e alla sua gente: noi lavoriamo con la stessa passione e determinazione dei maranellesi. La Ferrari guarda sempre al futuro senza dimenticare il passato, e Maranello per noi rappresenta il passato, il presente e il futuro”.

L’esemplare donato al Comune dalla Ferrari è l’ultimo modello prodotto della 575 Maranello. La vettura fu introdotta nel 1996 con il nome di 550 Maranello. Nel 2002 fu aggiornata al nuovo modello 575 M (modificato), con cilindrata aumentata a 5750 cc e introduzione del cambio tipo Formula 1.

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La Cronoscalata del Cavallino

Una corsa di velocità in salita per auto moderne e storiche ha ripercorso il tracciato utilizzato a lungo per i test delle Rosse.

Prima della costruzione del circuito di Fiorano nel 1972, Enzo Ferrari era solito testare le proprie auto, anche quelle da corsa, sulle strade cittadine, in particolare sul tratto della via Giardini che da Maranello conduce a Serramazzoni, passando per la mitica “Svolta” di San Venanzio, località che prende il nome dalla caratteristica curva a gomito presente in quel punto.

Su quel tratto non era inconsueto per gli abitanti della frazione ammirare campioni come lo statunitense Phil Hill provare la 250 Testa Rossa che lo avrebbe condotto alla vittoria alla 24 ore di Le Mans il 22 giugno 1958 insieme a Olivier Gendebien.

Su quella strada che dalla pianura porta alla collina Ferrari teneva a battesimo molte delle sue creature. Proprio sulla via Giardini a partire dal 1998 e per alcuni anni si è disputata la Cronoscalata del Cavallino, gara di velocità in salita per auto moderne e storiche, evento che ha richiamato numerosi appassionati desiderosi di rivivere quelle antiche emozioni. Una gara che ha riportato in auge i fasti e le atmosfere di un periodo mitico per l’automobilismo da corsa.

In quegli anni Maranello accoglie anche altri grandi eventi sportivi, come la partenza della Maratona d’Italia dalla Galleria Ferrari, cornice suggestiva per una disciplina antichissima e gloriosa, idealmente legata a Maranello perché lo stesso Enzo Ferrari, in gioventù, prima di appassionarsi ai motori, aveva praticato l’atletica: “Un’emozione ancora lontana, per me, quella del volante”, scrisse nelle sue memorie, “Il mio sport era l’atletica leggera”.

The municipal vinegar works in Maranello

In 2012 the municipal vinegar works in Maranello was inaugurated at San Venanzio: the “black gold” from Modena finds its home in the city of the Prancing Horse.

Not only fast cars and ceramics: Maranello has made itself a name also for enogastronomy. The region and the province speak for themselves: in fact, the city itself is a “spokesman” for one of the local specialties: the traditional balsamic vinegar of Modena.

In 2012 the municipal vinegar works were opened in Maranello in a loft in the village of San Venanzio. The “black gold”, prepared according to an ancient recipe dating back to 1508, started to be produced in the city of Modena. The definition of the master tasters of the Consorteria (the local Guild) defines this vinegar as a product of a “deep brown, shiny and strong” colour, with a syrupy consistency and “sweet and sour taste with velvety shades.”

In short, beware of imitations! The true Traditional Balsamic Vinegar is the one deriving from cooked grape must from local grapes, and aged in wood barrels and drums of different sizes. A long and accurate process of decanting and topping up the must transforms it in the unmistakable product we know.

The municipal vinegar works is a good starting point for a gourmet tour of the territory. Among the other products in the area approved by gourmet tourists, you will find all major specialties of Modena: Parmigiano-Reggiano, crescentine, fried dumplings, nocino liqueur. And finally, chestnut and mixed flower honey, and both Campanina apple, a variety of typical fruits of the area.

 

acetaia comunale di Maranello

L’Acetaia Comunale di Maranello

Nel 2012 inaugura l’Acetaia Comunale di Maranello presso San Venanzio: l’oro nero modenese trova così casa anche nella città del Cavallino.

Non solo motori, non solo ceramica: Maranello si è fatta un nome anche per l’enogastronomia. La Regione e la Provincia in cui è inserita parlano già da sole, infatti la stessa città è portavoce di una delle specialità del territorio: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

Nel 2012 ha inaugurato l’Acetaia Comunale di Maranello, presso un sottotetto di San Venanzio. L’ “oro nero”, preparato secondo un’antica ricetta citata fin dal 1508, ha trovato così ufficialmente casa anche nella città del Cavallino. La definizione dei maestri assaggiatori della Consorteria lo definisce un prodotto dal colore “bruno scuro, carico e lucente”, con una consistenza di “scorrevole sciropposità”, e dal sapore “dolce e agro con sfumature vellutate”.

Insomma, diffidare dalle imitazioni! Il vero Aceto Balsamico Tradizionale è quello proveniente da mosto d’uva cotto, tratto da uve rigorosamente del territorio, e fatto invecchiare in batterie di botti di legni e dimensioni diverse. Una lunga e precisa operazione di travasi e rabbocchi lo trasforma poi nel prodotto inconfondibile che conosciamo.

L’Acetaia Comunale è a buon titolo un punto di partenza per un tour goloso del territorio di Maranello. Fra gli altri prodotti della zona approvati dai buongustai, ci sono tutte le maggiori specialità modenesi: Parmigiano-Reggiano, crescentine, gnocco fritto, liquore nocino. E per finire, il miele, sia di castagno sia millefiori, e la mela campanina, una varietà di frutta tipica della zona di Maranello.

Mabic, Maranello Biblioteca Cultura (Maranello Culture Library)

In 2006, the new Mabic library of Maranello was built, designed by Arata Isozaki in line with the restyling of the Ferrari factory.

During the years when the Ferrari Citadel took shape thanks to names such as Fuksas, Nouvel and Visconti, passion for next generation architectures went beyond the boundaries of the factory itself. In 2006, when the Prancing Horse had already renewed most of his production buildings, a project had taken shape to renovate the public library.

The new structure was called Mabic, Maranello Biblioteca Cultura (Maranello Culture Library) and was designed by the Japanese architect Arata Isozaki. Its forms embody the concepts of brightness and transparency as well as the presence of natural elements that characterize also the restyling of the Ferrari factory.

The Mabic looks like an island surrounded by transparent surfaces of water and ivy-coated walls. Large windows allow natural light to illuminate the spaces within. 55 years since the opening of the first Maranello library, the institution is renewed making it a multifunctional area that can provide for cultural activities and mix the wonders of books with those of modern architecture.

 

Bibliography

Edited by ICARO Progetti x l’Arte, Elisabetta Barbolini Ferrari and Augusto Bulgarelli, “Maranello e il suo Museo”, Città di Maranello

Edited by ICARO Progetti x l’Arte, aavv, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello

 

“Formula Uomo”: famous architects in Maranello

From 2002 to 2009, the Maranello factory becomes the Cittadella Ferrari thanks to internationally renowned architects: the keywords are light, transparency and lots of plants.

Over a period of seven years, the factory in Maranello was completely renovated. The project “Formula Uomo”, aimed at building a “Cittadella Ferrari” (or Ferrari Citadel) on a human scale, was fully completed between 2002 and 2009. The city now boasts creations signed by internationally renowned architects.

In 2002, construction had begun with Luigi Sturchio and Marco Visconti, who took care of the Logistics of the Gestione Sportiva (racing department) and the new Mechanical Workshop. The shape of the Logistics recalls an airship. The Mechanical Workshop, instead, is presented as workspaces alternating with green islands of plants, which breaks up the otherwise dominant technological environment. Plants and natural light would become keywords in the factory restyling plan.

In 2004, two other buildings were renovated. Marco Visconti designed the New Paint Technologies area, where transparent inserts allowed for outside observation of the painting process. The building exterior was covered with a kind of “hi-tech epidermis” in aluminium and opaline glass, to better adjust climate and energy conditions. Inside, contacts between people and materials used in the painting cycle are minimised.

During the same year, the Product Development Centre, designed by Massimiliano Fuksas, became a reality. Here, natural light is allowed through transparent surfaces staggered throughout the structure, connected by suspended walkways. Finishing touches were the natural elements: water, lava rocks, bamboo and white pebbles foster an environment that stimulates serenity and reflection.

In 2008, the Company Restaurant was renovated. Once again, Marco Visconti was in charge. The architect created a curved volume corresponding to the section of a helicopter blade. The building is brightly lit, organised with furniture islands, and ensures advanced energy criteria and quality control of the air.

Finally, the internal micro-gardens returned in 2009 at the New Assembly Lines designed by Jean Nouvel. Here, the natural element is intended to absorb noise. And again, roofing in reflecting slats and large skylights promote transparency and luminosity.

 

Bibliography

A cura di ICARO Progetti x l’Arte, Elisabetta Barbolini Ferrari e Augusto Bulgarelli, “Maranello e il suo Museo”, Città di Maranello

 

 

“Formula Uomo”: archistar a Maranello

Dal 2002 al 2009 lo stabilimento di Maranello si trasforma nella Cittadella Ferrari grazie ad architetti di fama internazionale: le parole d’ordine sono luce, trasparenza ed elementi vegetali.

Nell’arco di sette anni lo stabilimento di Maranello cambia pelle. Il progetto “Formula Uomo”, volto a costruire una “Cittadella Ferrari” a misura di essere umano, si realizza appieno fra il 2002 e il 2009. E la città si arricchisce grazie alle firme di architetti di fama internazionale.

Nel 2002 i lavori partono con Luigi Sturchio e Marco Visconti che curano la Logistica della Gestione Sportiva e le nuove Lavorazioni Meccaniche. La forma della Logistica ricorda un dirigibile. Le Lavorazioni Meccaniche, invece, si presentano come aree di lavoro alternate a isole vegetali che allentano la tecnologia altrimenti dominante. L’elemento vegetale e la luminosità naturale diventeranno le parole d’ordine nel restyling dello stabilimento.

Nel 2004 è il turno di altre due strutture. Marco Visconti cura il Padiglione Verniciatura dove inserti trasparenti permettono di vedere da fuori le fasi della lavorazione. L’edificio viene ricoperto da una sorta di “epidermine hi-tech” in alluminio e vetro opalino, per regolare al meglio le condizioni climatiche ed energetiche. All’interno, i contatti fra persone e materiali del ciclo verniciatura sono minimizzati.

Lo stesso anno prende vita il Centro di Sviluppo Prodotto, ideato da Massimiliano Fuksas. Qui, l’illuminazione naturale si diffonde grazie alle superfici trasparenti e sfalsate della struttura, raccordate da passerelle sospese. Completano il quadro elementi naturali come acqua, rocce laviche, bambù e ciottoli bianchi, per favorire un ambiente che stimoli serenità e riflessione.

Nel 2008 è la volta del Ristorante aziendale, che vede di nuovo protagonista Marco Visconti.  L’architetto realizza un volume curvilineo, corrispondente alla sezione di una pala di elicottero. La struttura è luminosa, organizzata con arredi a isole, e prevede avanzati criteri energetici e controllo della qualità dell’aria.

Infine, i microgiardini interni tornano nel 2009 presso le Nuove Linee di Montaggio progettate da Jean Nouvel. Qui l’elemento naturale è finalizzato ad assorbire la rumorosità. E di nuovo, una copertura in lamelle specchianti e grandi lucernari favorisce trasparenza e luminosità.

 

Bibliografia

A cura di ICARO Progetti x l’Arte, Elisabetta Barbolini Ferrari e Augusto Bulgarelli, “Maranello e il suo Museo”, Città di Maranello

 

 

The Wind Tunnel

In 1997 Renzo Piano designed the Ferrari factory Wind Tunnel: the first step in “Formula Uomo”, to make the company a “Citadel” on a human scale.

In the mid-1990s the Ferrari factory began a metamorphosis aimed at transforming it into the current Ferrari Citadel. It was the beginning of “Formula Uomo”, a program inaugurated by Luca Cordero di Montezemolo to make the facility a place on a human scale. The purpose was to keep a high life quality for workers with job environments created by big design names.

The first step was the famous Wind Tunnel, designed by Renzo Piano. Today it stands behind the new entrance, with its unmistakable shape. It is a “sculpture of speed”, where the classic pipe that funnels the air-– indispensable in each Wind Tunnel – becomes the focus of the building, taking the form of a piece of engine.

 

Bibliography

Edited by ICARO Progetti x l’Arte, Elisabetta Barbolini Ferrari and Augusto Bulgarelli, “Maranello e il suo Museo”, Città di Maranello

Edited by ICARO Progetti x l’Arte, aavv, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello

 

La Galleria del Vento

Nel 1997 Renzo Piano progetta la Galleria del Vento dello stabilimento Ferrari: il primo tassello di “Formula Uomo”, per fare dell’azienda una “Cittadella” a misura di essere umano.

Alla metà degli anni ’90 lo stabilimento Ferrari comincia una metamorfosi volta a trasformarlo nell’attuale Cittadella Ferrari. È l’inizio di “Formula Uomo”, il programma inaugurato da Luca Cordero di Montezemolo per rendere lo stabilimento un luogo a misura di essere umano. Lo scopo, mantenere alta la qualità di vita dei lavoratori con ambienti firmati da grandi nomi dell’architettura.

Il primo tassello è la famosa Galleria del Vento, progettata da Renzo Piano. Oggi spicca alle spalle del nuovo ingresso, con la sua forma inconfondibile. È una “scultura della velocità”, dove il classico tubo che incanala l’aria – necessario in ogni Galleria del Vento – diventa il fulcro della costruzione prendendo le sembianze di un pezzo di motore.

Bibliografia

A cura di ICARO Progetti x l’Arte, Elisabetta Barbolini Ferrari e Augusto Bulgarelli, “Maranello e il suo Museo”, Città di Maranello

A cura di ICARO Progetti x l’Arte, aavv, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello