70 anni ferrari

I 70 anni della Ferrari

Il 2017 è l’anno dei festeggiamenti dei 70 anni della prima Ferrari uscita dagli stabilimenti di Maranello, la 125 S.

Tanti gli appuntamenti organizzati nel corso dell’anno, con il clou nel fine settimana dall’8 al 10 settembre, quando per le strade cittadine è transitata una lunga sfilata di alcune delle Ferrari più belle prodotte dall’azienda dal 1947 a oggi. Auto che hanno segnato la storia dell’automobilismo, uno spettacolo per il popolo ferrarista e per tutti gli appassionati di motori. Le vetture hanno attraversato il centro cittadino per poi per entrare negli stabilimenti Ferrari e di lì dirigersi alla Pista di Fiorano per i festeggiamenti ufficiali.

Un fine settimana speciale che ha visto oltre 4.000 clienti da tutto il mondo e quasi mille vetture convergere sul tracciato che tiene a battesimo tutte le Ferrari. Una festa ideale per il marchio, al termine di un anno che ha visto un ciclo di eventi che ha toccato 60 Paesi. Tra i momenti memorabili le premiazioni del concorso di eleganza, l’asta e lo spettacolo Rosso 70, aperto dal saluto del presidente Sergio Marchionne: lo show ha raccontato la visione di Enzo Ferrari e i suoi sogni, diventati realtà in tutto quello che la Ferrari rappresenta nel mondo.

Nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario Ferrari, l’amministrazione comunale ha organizzato nel corso dell’anno diverse iniziative.

Il 18 febbraio, per ricordare la nascita di Enzo Ferrari, un incontro con il giornalista sportivo Leo Turrini e l’ingegner Mauro Forghieri, per anni tra i più stretti collaboratori di Ferrari, protagonista assoluto di quella stagione irripetibile che ha segnato il passaggio dell’Italia da Paese contadino a potenza industriale.

L’8 maggio le strade di Maranello hanno accolto la “Ferrari Cavalcade”, lo spettacolare viaggio di oltre cento Ferrari provenienti da tutto il mondo, evento riservato ai clienti e collezionisti più fedeli, che condividono la loro passione per il Cavallino Rampante visitando ogni anno i più bei paesaggi d’Italia. Un’occasione per festeggiare Ferrari e per far scoprire alla sua clientela internazionale lo scrigno di bellezza, tradizione e cultura del territorio italiano.

Anche l’edizione 2017 della Notte Rossa ha degnamente festeggiato i 70 anni della casa automobilistica, con un lungo corteo di splendide Ferrari che hanno invaso le strade cittadine per la gioia di migliaia di appassionati.

In quell’occasione, il 10 giugno, alla Biblioteca Mabic è stata inaugurata la mostra Questa mia terra, dedicata agli uomini e alle donne che hanno contribuito a realizzare il “mito” della casa automobilistica, che ha sempre avuto a Maranello le radici e l’origine della sua forza. Un’esposizione che ha messo insieme i documenti dell’archivio storico comunale, la ricca raccolta di fotografie e la selezione di oggetti e memorabilia come caschi, modellini e tute, il tutto a comporre, come tessere di un mosaico, la rappresentazione di un’epica irripetibile, che ancora oggi continua ad appassionare il mondo e a rendere orgoglioso un intero territorio. Materiale prezioso messo a disposizione anche dalle collezioni private di cittadini di Maranello, che hanno generosamente contribuito ad arricchire l’allestimento.

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La visita dell’equipaggio dello Shuttle

26 giugno 2001: l’equipaggio della missione STS-100 della NASA “atterra” a Maranello per una visita ufficiale alla città e alla Ferrari.

L’astronauta italiano Umberto Guidoni, il comandante Ken Rominger, il pilota Jeffrey Ashby e i mission specialist John Philips e Scott Parazynski (americani) e il canadese Chris Hadfield vengono accolti da una folla festante.

L’equipaggio della NASA, reduce dalla missione STS-100 dello Space Shuttle di attracco alla Stazione Spaziale Internazionale (19 aprile-1 maggio) è stato ospite della patria della Ferrari, in una ideale congiunzione tra due importanti realtà dell’innovazione tecnologica mondiale.

Gli astronauti sono “atterrati” in piazza a Maranello, accolti da un vero bagno di folla da parte della cittadinanza e salutati dagli inni nazionali dei loro Paesi. In municipio i membri dell’equipaggio hanno gustato le specialità locali come il Parmigiano Reggiano e l’Aceto Balsamico Tradizionale, e nell’incontro con il pubblico hanno raccontato i particolari della missione, che ha portato sulla Stazione Spaziale il modulo italiano Raffaello.

Un incontro significativo, quello tra gli astronauti NASA e la città di Maranello, sede della Ferrari, all’insegna dell’innovazione più avanzata. Proprio in quegli anni la stessa Ferrari, attraverso la Space Division, ha sviluppato componenti aereospaziali per l’Agenzia Spaziale Europea.

Non è la prima volta che Maranello accoglie gli astronauti e non sarà l’ultima: nel 1996 l’equipaggio della missione STS-75 – tra cui gli italiani Umberto Guidoni e Maurizio Cheli – si collegò con la città per dialogare con 200 studenti dell’IPSIA Ferrari di Maranello, nel 2008 e 2011 la visita di Paolo Nespoli della European Space Agency, nel 2012 la visita in Ferrari dell’americano Steve Smith e nell’ottobre 2015 di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana in una missione aerospaziale, tra i componenti della Missione Futura insieme a Anton Skaplerov e Terry Virts.

L’accordo tra Fiat e Ferrari

Nel 1969 Ferrari conclude un accordo con Fiat vendendo alla casa torinese buona parte del pacchetto azionario della Casa del Cavallino.

Se il 1963 è l’anno dell’accordo mancato tra Enzo Ferrari e Filmer Paradise della Ford, il 1969 è invece l’anno del contratto stipulato con Fiat. Le mire di Ferrari, infatti, guardano ai grandi nomi dell’Italia più che ai colossi d’oltreoceano. E con la Fiat, c’è un conto in sospeso che dura dal 1919.

Il primo accordo fra le due parti prevede la produzione di motori V6 a 65° destinati a vetture sia Ferrari, sia Fiat. Saranno le famose vetture Dino, chiamate con il nome del primogenito di Enzo Ferrari che, prima di morire prematuramente, aveva ideato e costruito quel tipo di motore.

Inoltre, nell’accordo del 1969 Fiat acquista il 50% del pacchetto azionario Ferrari e diritto di prelazione per prelevare il restante 40% alla morte di Enzo Ferrari, che avverrà nel 1988. Il 10% rimasto fuori resta a Piero, secondogenito di Enzo, cui spetterà la carica di vicepresidente. Con l’investimento Fiat prendono subito il via importanti iniziative in casa Ferrari, fra cui la costruzione della pista di Fiorano e l’espansione dello stabilimento di Maranello.

E così, alla fine, il Drake riesce a incrociare il suo percorso con quello di Fiat. Il primo tentativo risale, appunto, al 1919, quando un Ferrari ventenne si trasferisce a Torino per lavorare in Fiat, ma non viene selezionato. Da lì, il “conto aperto” con la casa madre italiana dei motori, finalmente sistemato cinquant’anni dopo, a Maranello, da un Ferrari diventato Costruttore famoso in tutto il mondo.

Bibliografia

Gianni Rogliatti, “Maranello, Ferrari e… la sua gente”, Edizioni del Puntografico, Comune di Maranello

The agreement between Fiat and Ferrari

In 1969 Ferrari, entered into an agreement with Fiat, selling much of his company’s equity to the Turin-based car manufacturer.

If 1963 was the year of the agreement between Enzo Ferrari and Filmer Paradise from Ford fell through, 1969 was the year he made a contract with Fiat. In fact, Ferrari was more interested in the famous companies in Italy than in the gargantuan corporations from overseas. And he had had unfinished business with Fiat since 1919.

The first agreement between the two companies involved the production of 65° V6 engines for both  Ferrari and Fiat brand cars. These would be the famous Dino cars, named after Enzo Ferrari’s eldest son, who had designed and built this type of engine before his death.

Furthermore, with the 1969 agreement, Fiat acquired a 50% stake of Ferrari and preemptive right for the purchase of the remaining 40% after the death of Enzo Ferrari, which would happen in 1988. The remaining 10% would be left to Piero, Enzo’s second son, who will be the company’s Vice President. With the investment, Fiat immediately took important initiatives at Ferrari, including the construction of the Fiorano track and the expansion of the factory in Maranello.

And so, in the end, the Drake managed to cross paths with Fiat. His first attempt was in 1919, when Ferrari moved to Turin in his twenties. He went to apply for a job at Fiat, but he was not selected. After that, he felt he had unfinished business with the Italian parent company of motor vehicles, and  finally, fifty years later, he took care of the situation in Maranello. Ferrari was now a mature man who had become a world-famous automobile manufacturer.

 

Bibliography

Gianni Rogliatti, “Maranello, Ferrari e… la sua gente”, Edizioni del Puntografico, Comune di Maranello

Ceramiche alla riscossa… e non solo.

Nei primi anni ’60 la zona di Maranello vede l’apertura di molte imprese, alcune tuttora esistenti, fra cui le prime ceramiche che la renderanno parte del famoso comprensorio.

Il territorio di Maranello è famoso soprattutto per la presenza della Ferrari. Vero è che a partire dagli anni ’60 c’è un altro settore che trova terreno fertile a Maranello. Si tratta della produzione di piastrelle, che farà presto diventare la città uno dei luoghi simbolo del comprensorio ceramico assieme a Fiorano e Sassuolo. Nel 1961 apre Ceramica Sima, seguita nello stesso anno da Sant’Anna Splendor. Il 1962 vede il turno di Saces, Piemme e Cemar, fino ad arrivare agli anni ’70 con Cisa-Cerdisa e Saime. Alcune di queste pioniere maranellesi della ceramica sono tuttora attive.

Ma per quanto riguarda le imprese del territorio, gli anni ’60 non significano solo piastrelle bensì uno sviluppo imprenditoriale e industriale su più fronti. Sempre nel 1961, Pasquale Cassani lascia il reparto corse della Ferrari per iniziare l’attività di costruttore di macchine da stiro che diventerà, dieci anni dopo, la fonderia Presse da stiro San Giorgio. Lo stesso anno, Nando Ferrari comincia un’attività in proprio presso un capannone su Via Claudia Est: un’officina, destinata poi a diventare un rivenditore Fiat ancora presente.

All’inzio degli anni ’60 è già attiva da quasi dieci anni l’impresa di Bonfiglio Forghieri. L’omonima carrozzeria, aperta presso la chiesa di Santa Maria del Corso, viene poi trasferita e tramutata nell’attuale Forghieri Cabine e Vetri, specializzata in vetri temprati per l’edilizia, box docce, stampaggio lamiere. Proprio dalla Forghieri esce un altro imprenditore che nel 1961 fonda la sua azienda. Si tratta di Umberto Zanasi che comincia aprendo una piccola carrozzeria in Via Piave. Gli intenditori avranno riconosciuto nel cognome del fondatore il nome dello stabilimento che oggi si occupa della verniciatura delle scocche in metallo e carbonio di Ferrari e Maserati.

Come per le piastrelle, l’onda lunga delle nuove imprese prosegue nel 1962 quando Mario Gorzanelli fonda una ditta di riparazione di macchine elettriche. Questa si evolverà grazie alla produzione di gruppi elettrogeni e impianti per la produzione di energia elettrica, diventando Margen, SAI Electric e SAI Consulting, realtà ancora presenti. Infine, prende le mosse lo stesso anno Macchioni Infissi del Cavalier Ermanno Macchioni, fondata con un capitale di sole 56.000 lire: l’equivalente di uno stipendio mensile di allora.

 

 

Bibliografia

Silvano Soragni, “Maranello, 1860… da Libero Comune a laboriosa città”, Artioli Editore, 2011

The return of ceramics … and more.

In the early 1960s, many companies opened in the Maranello area, some which still exist, including the first ceramics producers that made the area part of the famous industry.

The territory of Maranello is most famous for the presence of Ferrari, there is also a second industry that found fertile ground in the area in the early 1960s. Ceramic tiles were produced, and this would soon cause the city of Maranello to become one of the symbols of the ceramics district in conjunction with Fiorano and Sassuolo. Ceramica Sima opened in 1961, followed in the same year by Sant’Anna Splendor. In 1962, Saces, Piemme and Cemar opened, and in the 1970s, the companies of Cisa-Cerdisa and Saime joined the ranks. Some of these pioneer ceramics companies are still in business today.

However, for local businesses, the 1960s did not only mean tiles, but enterprise and industrial development on various fronts. In 1961, Pasquale Cassani left Ferrari’s racing department to become a manufacturer of ironing machines, evolving into the Fonderia San Giorgio ten years later. That same year, Nando Ferrari started a business on his own in a warehouse on Via Claudia Est: a workshop, destined later to become a Fiat dealer that is still in business.

At the beginning of the 1960s, Bonfiglio Forghieri had been in business for ten years already. His body shop, open near the church of Santa Maria del Corso, was then transferred and transformed into the current Forghieri Cabine e Vetri, specialising in tempered glass for buildings, shower cubicles, and metal sheet stamping. Forghieri trained another businessman who founded his own company in 1961. This was Umberto Zanasi, who began by opening a small body shop in Via Piave. Connoisseurs will have recognized the founder’s surname and associated it with the name of the factory that is currently responsible for the painting metal and carbon fibre shells made by Ferrari and Maserati.

As for ceramic tiles, new companies continued to emerge well into 1962 when Mario Gorzanelli founded an electrical machines repair company. This would evolve thanks to the production of generators and power generation plants, becoming Margen, SAI Electric and SAI Consulting, companies that still exist. Finally, during the same year, Macchioni Infissi owned by Cavalier Ermanno Macchioni, gained momentum. It was founded with a total of only 56,000 lire of capital: the equivalent of a month’s salary.

 

Bibliography

Silvano Soragni, “Maranello, 1860 … da Libero Comune a laboriosa città”, Artioli Editore, 2011

 

 

L’insediamento di Ferrari a Maranello

Nel 1943 lo stabilimento di Ferrari si insedia ufficialmente a Maranello nonostante il periodo storico complicato, fra occupazione tedesca e lotta di Resistenza.

Nel corso del 1943 l’impresa di Enzo Ferrari si insedia definitivamente a Maranello. Il nome è sempre quello della prima fondazione modenese, Auto Avio Costruzioni, e la produzione non è ancora orientata alle auto da corsa. Per un paese dedito a un’economia agricola, la novità ha un certo peso. La città vede nella nuova fabbrica un’occasione di lavoro e guadagno, ed è vero: nel giro di due anni i 40 operai che hanno seguito Ferrari da Modena diventano 140, tutti maranellesi.

Là fuori, però, c’è ancora la guerra. Lo stabilimento produce macchine utensili e fresatrici oleodinamiche, le prime a portare il simbolo del Cavallino e la tipica “F” allungata della scritta “Ferrari”. Si tratta di meccaniche utili a fini bellici, per questo lo stabilimento continua lavorare nonostante il conflitto, ottenendo il permesso di circolazione per i collaboratori dopo il coprifuoco. Inutile dire che, per mantenere in piedi un delicato equilibrio, Enzo Ferrari deve destreggiarsi con astuzia e diplomazia.

Sebbene le persone vicine alla Resistenza lo taccino di collaborazionismo, nel sottotetto della fabbrica sono nascoste armi per i partigiani. Talvolta, le macchine prodotte per i tedeschi vengono poi sabotate di nascosto, volontariamente. Allo stesso tempo, un atteggiamento di facciata conciliante con le forze in comando permette allo stabilimento di continuare la produzione, dando da mangiare alle famiglie degli operai. Costretto dagli eventi e minacciato su più fronti, Enzo Ferrari gira sempre assieme al suo autista, i finestrini dell’auto coperti da una tenda, e non dorme mai a Maranello per evitare agguati dall’una o dall’altra parte.

L’attività durante gli anni del conflitto porta lo stabilimento stesso a diventare un obiettivo sensibile. Fra 1944 e 1945, infatti, subisce alcuni bombardamenti alleati che ne distruggono una parte. Ma ormai la guerra è quasi finita, ed è solo questione di pochi mesi prima di lasciarsi tutto alle spalle e cominciare a lavorare per il sogno di una vita: costruire macchine da corsa.

Bibliografia

Gianni Rogliatti, “Maranello, Ferrari e… la sua gente”, Edizioni del Puntografico, Comune di Maranello

AAVV, a cura di ICARO progetti per l’Arte, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello

Ferrari comes to Maranello

In 1943, the Ferrari plant opened officially in Maranello despite the complicated climate of the historical period, with the German occupation and the Resistance.

During 1943, Enzo Ferrari settled his business permanently in Maranello. It still bore the name of the first company founded in Modena, Auto Avio Costruzioni, and it did not yet produce racecars. For a town with an agricultural economy, this new company had some weight. The city saw in the new factory an opportunity for employment and earnings: in two years, the workforce of 40 employees who had followed Ferrari from Modena had grown to a total of 140, and all the new entries were citizens of Maranello.

But the war was still out there. The plant produced machine tools and hydraulic milling machines, the first to carry the symbol of the Prancing Horse and the typical stretched “F” from the name “Ferrari”. These machines were used for military purposes, and this was the reason why the factory was still open despite the conflict. Its employees even obtained permission for circulation after the curfew. Needless to say, to maintain the delicate balance, Enzo Ferrari had to be very astute and diplomatic.

Although people close to the Resistance accused him of collaborating with the Fascists, he hid weapons for the partisans under the roof of the factory. Sometimes the machines produced for the Germans were secretly and voluntarily sabotaged. At the same time, the conciliatory facade that they maintained with the forces in command allowed the plant to continue production, feeding the workers’ families. Forced by events and threatened on several fronts, Enzo Ferrari always travelled with his driver and the car windows were always covered by a curtain. He never slept in Maranello to avoid ambushes from one or the other faction.

Its wartime production brought the factory to become a sensitive target: between 1944 and 1945, it was partially destroyed by Allied bombs. However, when the war was almost over, and it was only a matter of a few months before Ferrari left the wartime business behind and started working on the dream of a lifetime: building racecars.

 

Bibliography

Gianni Rogliatti, “Maranello, Ferrari e… la sua gente”, Edizioni del Puntografico, Comune di Maranello

AAVV, a cura di ICARO progetti per l’Arte, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello

La Ferrari si insedia a Maranello

Il 16 dicembre 1942 si conclude il rogito con cui Enzo Ferrari acquista il fondo di Maranello su cui trasferirà Auto Avio Costruzioni.

È negli anni della seconda guerra mondiale che Enzo Ferrari decide di spostare la sua azienda, Auto Avio Costruzioni, da Modena a Maranello. Di fatto, la legge sul decentramento delle imprese lo obbliga a cercare un’alternativa fuori città, ma Ferrari accoglie di buon grado l’iniziativa. Sa bene che lo stabilimento di Modena non può rispondere al suo scopo, ossia costruire macchine da corsa. Con l’espansione della città, infatti, la fabbrica si trova nelle immediate vicinanze del centro e lui, invece, ha bisogno di spazio.

La prima scelta ricade su Formigine, ma l’accordo non si concretizza, così Ferrari guarda a Maranello. In paese non è uno sconosciuto. Qui ha dei possedimenti, e il fondo di 108 biolche modenesi che acquista per insediarvi la fabbrica confina proprio con una delle sue proprietà. L’atto di rogito porta la data del 16 dicembre 1942. Il permesso per costruire, invece, è già stato rilasciato a inizio mese dal podestà di Maranello Giuseppe Ferrari Amorotti.

Il fondo Cavani, acquistato dai precedenti proprietari Dante Colombini e Augusta Bertani, copre l’area su cui ancora oggi sorge l’edificio originario, compreso lo storico ingresso. Per il paese si profilano presto nuove occasioni di lavoro e fonti di guadagno, fino a quel momento quasi esclusivamente di matrice agricola. Sta per cominciare una nuova era, quella del sodalizio tra Maranello lo stabilimento di Enzo Ferrari.

Bibliografia

Gianni Rogliatti, “Maranello, Ferrari e… la sua gente”, Edizioni del Puntografico, Comune di Maranello

AAVV, a cura di “Icaro progetti per l’Arte”, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello

Ferrari opens in Maranello

On 16 December 1942 Enzo Ferrari finalised the purchase of the plot of land in Maranello where he will transfer Auto Avio Costruzioni.

During World War II, Enzo Ferrari decided to move his company, Auto Avio Costruzioni, from Modena to Maranello. In fact, the business decentralisation law forced him to seek an alternative site out of town, but Ferrari willingly welcomed the initiative. He knew that the Modena plant was not sufficient for what he wanted to do, namely build race cars. In fact, the city expanded and the factory was located very near centre, but he knew he needed space.

His first choice was Formigine, but the deal fell through so Ferrari looked at Maranello. He was not a stranger in this city because he owned property here, and the field measuring 108 Modenese biolche (ancient unit of measurement of surface) that he purchased to build the factory borders on one of his properties. The purchase deed was dated 16 December 1942, but the building permits had already been issued earlier that month by the Mayor of Maranello, Giuseppe Ferrari Amorotti.

The Cavani plot, purchased from the previous owners Dante Colombini and Augusta Bertani, covered the area where the original building is still standing today, including the historic entrance. Soon the town, which had an almost exclusively agricultural economy, saw new job opportunities and sources of income emerged. A new era was about to begin, that of a partnership between Maranello and the factory of Enzo Ferrari.

 

 

Bibliography

Gianni Rogliatti, “Maranello, Ferrari e… la sua gente”, Edizioni del Puntografico, Comune di Maranello

AAVV, a cura di “Icaro progetti per l’Arte”, “Enzo Ferrari & Maranello”, Città di Maranello