La nuova Formula 1

Il 22 febbraio è stata presentata a Maranello la nuova monoposto Ferrari.

Dopo la presentazione ufficiale in azienda della SF71H, i piloti Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, insieme al team principal Maurizio Arrivabene e al direttore tecnico Mattia Binotto, hanno raggiunto i tanti tifosi degli Scuderia Ferrari Club provenienti da tutta Italia radunati all’Auditorium Enzo Ferrari, che hanno accolto gli uomini del Cavallino con un bagno di folla travolgente ed entusiasmante.

Una giornata memorabile per i tifosi e per la squadra. Sul palco anche il collaudatore Marc Gené e il sindaco di Maranello Massimiliani Morini.

“Voi siete il vero motore della Ferrari, è il vostro entusiasmo che ci motiva a fare sempre meglio”, ha detto Arrivabene ai tifosi. “Abbiamo lavorato consapevoli di costruire una Ferrari e questo ci rende orgogliosi e rappresenta un esempio di eccellenza italiana. La Ferrari è diversa perché è fatta in Italia, qui a Maranello. E questo crea il grande feeling”.

La nuova vettura, profondamente rinnovata rispetto al modello precedente, ha esordito ufficialmente il 25 marzo al Gran Premio d’Australia sul circuito di Melbourne, e ha permesso alla Ferrari di conquistare il podio, con Vettel in prima posizione e Raikkonen terzo.

70 anni ferrari

I 70 anni della Ferrari

Il 2017 è l’anno dei festeggiamenti dei 70 anni della prima Ferrari uscita dagli stabilimenti di Maranello, la 125 S.

Tanti gli appuntamenti organizzati nel corso dell’anno, con il clou nel fine settimana dall’8 al 10 settembre, quando per le strade cittadine è transitata una lunga sfilata di alcune delle Ferrari più belle prodotte dall’azienda dal 1947 a oggi. Auto che hanno segnato la storia dell’automobilismo, uno spettacolo per il popolo ferrarista e per tutti gli appassionati di motori. Le vetture hanno attraversato il centro cittadino per poi per entrare negli stabilimenti Ferrari e di lì dirigersi alla Pista di Fiorano per i festeggiamenti ufficiali.

Un fine settimana speciale che ha visto oltre 4.000 clienti da tutto il mondo e quasi mille vetture convergere sul tracciato che tiene a battesimo tutte le Ferrari. Una festa ideale per il marchio, al termine di un anno che ha visto un ciclo di eventi che ha toccato 60 Paesi. Tra i momenti memorabili le premiazioni del concorso di eleganza, l’asta e lo spettacolo Rosso 70, aperto dal saluto del presidente Sergio Marchionne: lo show ha raccontato la visione di Enzo Ferrari e i suoi sogni, diventati realtà in tutto quello che la Ferrari rappresenta nel mondo.

Nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario Ferrari, l’amministrazione comunale ha organizzato nel corso dell’anno diverse iniziative.

Il 18 febbraio, per ricordare la nascita di Enzo Ferrari, un incontro con il giornalista sportivo Leo Turrini e l’ingegner Mauro Forghieri, per anni tra i più stretti collaboratori di Ferrari, protagonista assoluto di quella stagione irripetibile che ha segnato il passaggio dell’Italia da Paese contadino a potenza industriale.

L’8 maggio le strade di Maranello hanno accolto la “Ferrari Cavalcade”, lo spettacolare viaggio di oltre cento Ferrari provenienti da tutto il mondo, evento riservato ai clienti e collezionisti più fedeli, che condividono la loro passione per il Cavallino Rampante visitando ogni anno i più bei paesaggi d’Italia. Un’occasione per festeggiare Ferrari e per far scoprire alla sua clientela internazionale lo scrigno di bellezza, tradizione e cultura del territorio italiano.

Anche l’edizione 2017 della Notte Rossa ha degnamente festeggiato i 70 anni della casa automobilistica, con un lungo corteo di splendide Ferrari che hanno invaso le strade cittadine per la gioia di migliaia di appassionati.

In quell’occasione, il 10 giugno, alla Biblioteca Mabic è stata inaugurata la mostra Questa mia terra, dedicata agli uomini e alle donne che hanno contribuito a realizzare il “mito” della casa automobilistica, che ha sempre avuto a Maranello le radici e l’origine della sua forza. Un’esposizione che ha messo insieme i documenti dell’archivio storico comunale, la ricca raccolta di fotografie e la selezione di oggetti e memorabilia come caschi, modellini e tute, il tutto a comporre, come tessere di un mosaico, la rappresentazione di un’epica irripetibile, che ancora oggi continua ad appassionare il mondo e a rendere orgoglioso un intero territorio. Materiale prezioso messo a disposizione anche dalle collezioni private di cittadini di Maranello, che hanno generosamente contribuito ad arricchire l’allestimento.

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La cittadinanza onoraria a Michael Schumacher

Il 5 dicembre 2006 il Comune di Maranello conferisce la cittadinanza onoraria al pilota tedesco e pluricampione del mondo Michael Schumacher.

Oltre alla simbolica chiave della città, il pilota tedesco riceve in dono una campana di bronzo appositamente realizzata per l’occasione che riporta l’incisione delle sue vittorie in Ferrari dal 1996 al 2006 (da tradizione, le vittorie del Cavallino sono salutate a Maranello dal suono delle campane della chiesa parrocchiale di San Biagio). Un riconoscimento istituzionale, a nome di tutti i maranellesi, per la splendida storia sportiva di cui il campione è stato protagonista nei dieci anni precedenti.

“Schumacher, con la sua storia sportiva alla Ferrari, è stato per Maranello un compagno di viaggio in un tratto di strada importante”, recita la delibera del Consiglio comunale che ha votato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria. “Oggi a conclusione di un’incredibile stagione di successi, Maranello vuole ringraziarlo attribuendogli la cittadinanza onoraria. Non si tratta di un mero atto formale, ma di un sentimento comune fra i maranellesi che già da tempo considerano Schumi un concittadino un po’ speciale. Una persona cui viene riconosciuto un carattere, una dedizione al lavoro che è vicina alla nostra sensibilità. La storia di questi undici anni di Schumacher alla Ferrari ha coinciso non solo con un rilancio ai massimi livelli delle competizioni mondiali di Formula 1 della squadra corse, ma anche con la definitiva realizzazione di un piano industriale che ha portato la Ferrari ad uscire dalla crisi dell’inizio degli anni ’90. Se infatti i risultati sportivi conseguiti da Michael Schumacher hanno dato grande visibilità alla nostra cittadina, fungendo da volano per quelle attività economiche legate al turismo e non solo, hanno soprattutto sostenuto il rilancio dell’attività industriale della Ferrari. La Ferrari, azienda di importanza nazionale, per Maranello e la sua comunità è un’importante fattore per l’economia locale che si è concretizzata in lavoro sia nella fabbrica sia nelle attività dell’indotto per molte famiglie residenti. L’attenzione alle gesta di Schumacher e della Ferrari è stata decisiva per fare di Maranello una meta di turisti italiani e stranieri”.

Michael Schumacher detiene la gran parte dei record della Formula 1, avendo conseguito, oltre ai titoli iridati, anche il maggior numero di Gran Premi vinti, di Giri Veloci in gara, di hat trick (pole position, vittoria e giro più veloce nella stessa gara). Fino al 13 ottobre 2013, ha detenuto il record assoluto di punti in carriera. È stato anche il primatista di pole position (68) dal 2006 al 2017, il primo tedesco a divenire campione del mondo di Formula 1 e l’icona più popolare nella Formula 1 fino al 2006, secondo un sondaggio effettuato dalla FIA. A ottobre 2003 diviene il più titolato pilota di Formula 1, superando il record di Juan Manuel Fangio, e nel 2004 ha marcato un ulteriore record vincendo il suo quinto titolo iridato consecutivo. Si è ritirato dalla Formula 1 alla fine del 2012.

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La Ferrari in dono al Comune

La prima Ferrari con il nome di una località non poteva che portare il nome della città dove viene costruita.

L’8 novembre 2005 il presidente della Ferrari Montezemolo ha donato al Comune di Maranello una Ferrari 575 M Maranello, la prima vettura prodotta dall’azienda con il nome di una località, testimonianza concreta del rapporto storico tra Ferrari e Maranello. Da allora la vettura è collocata stabilmente nell’atrio del Municipio in Piazza Libertà.

“La Maranello è stata la nostra prima macchina con un nome di località, l’abbiamo voluta per ufficializzare il rapporto storico che esiste tra l’azienda e il paese”, ha detto Montezemolo all’atto del dono. “La sua introduzione nel 1996 ha coinciso anche con un momento di grande successo della Ferrari nel mondo. Con questo dono vogliamo testimoniare ancora una volta il legame che ci unisce a questo territorio e alla sua gente: noi lavoriamo con la stessa passione e determinazione dei maranellesi. La Ferrari guarda sempre al futuro senza dimenticare il passato, e Maranello per noi rappresenta il passato, il presente e il futuro”.

L’esemplare donato al Comune dalla Ferrari è l’ultimo modello prodotto della 575 Maranello. La vettura fu introdotta nel 1996 con il nome di 550 Maranello. Nel 2002 fu aggiornata al nuovo modello 575 M (modificato), con cilindrata aumentata a 5750 cc e introduzione del cambio tipo Formula 1.

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La cittadinanza onoraria a Luca Montezemolo

Il 6 dicembre 2001 il Comune di Maranello ha conferito al presidente della Ferrari la cittadinanza onoraria, per i meriti conseguiti nella guida dell’azienda a partire dal 1992.

La decisione viene adottata dal Consiglio comunale in coincidenza con il decennale della nomina a Presidente ed Amministratore delegato della Ferrari.

A Montezemolo vengono consegnate le chiavi delle città durante una cerimonia all’Auditorium Enzo Ferrari. “Il presidente Montezemolo”, si legge nella motivazione, “si è collocato idealmente nel solco di Enzo Ferrari, che è stato nostro concittadino, contribuendo in modo significativo a rinsaldare il rapporto dell’azienda Ferrari con la gente del territorio. È stato un punto di riferimento, un insostituibile interlocutore, un motore del rilancio economico e sportivo di una importante attività industriale nazionale che ha avuto benefici effetti su molte attività economiche ma anche sul tessuto sociale del nostro paese che, con gratitudine, gli conferisce la cittadinanza onoraria”.

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La visita dell’equipaggio dello Shuttle

26 giugno 2001: l’equipaggio della missione STS-100 della NASA “atterra” a Maranello per una visita ufficiale alla città e alla Ferrari.

L’astronauta italiano Umberto Guidoni, il comandante Ken Rominger, il pilota Jeffrey Ashby e i mission specialist John Philips e Scott Parazynski (americani) e il canadese Chris Hadfield vengono accolti da una folla festante.

L’equipaggio della NASA, reduce dalla missione STS-100 dello Space Shuttle di attracco alla Stazione Spaziale Internazionale (19 aprile-1 maggio) è stato ospite della patria della Ferrari, in una ideale congiunzione tra due importanti realtà dell’innovazione tecnologica mondiale.

Gli astronauti sono “atterrati” in piazza a Maranello, accolti da un vero bagno di folla da parte della cittadinanza e salutati dagli inni nazionali dei loro Paesi. In municipio i membri dell’equipaggio hanno gustato le specialità locali come il Parmigiano Reggiano e l’Aceto Balsamico Tradizionale, e nell’incontro con il pubblico hanno raccontato i particolari della missione, che ha portato sulla Stazione Spaziale il modulo italiano Raffaello.

Un incontro significativo, quello tra gli astronauti NASA e la città di Maranello, sede della Ferrari, all’insegna dell’innovazione più avanzata. Proprio in quegli anni la stessa Ferrari, attraverso la Space Division, ha sviluppato componenti aereospaziali per l’Agenzia Spaziale Europea.

Non è la prima volta che Maranello accoglie gli astronauti e non sarà l’ultima: nel 1996 l’equipaggio della missione STS-75 – tra cui gli italiani Umberto Guidoni e Maurizio Cheli – si collegò con la città per dialogare con 200 studenti dell’IPSIA Ferrari di Maranello, nel 2008 e 2011 la visita di Paolo Nespoli della European Space Agency, nel 2012 la visita in Ferrari dell’americano Steve Smith e nell’ottobre 2015 di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana in una missione aerospaziale, tra i componenti della Missione Futura insieme a Anton Skaplerov e Terry Virts.

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La festa per il ritorno del titolo mondiale

L’8 ottobre del 2000, dopo 21 anni, Michael Schumacher riconquista con la Ferrari il titolo di Campione del mondo piloti.

È il primo titolo per la Ferrari da quello ottenuto nel lontano 1979 da Jody Scheckter. Dopo una lotta per la pole position tra Michael Schumacher e Mika Häkkinen, che si scambiano le posizioni in cima alla lista dei tempi per ben cinque volte lungo tutta la gara, è il pilota tedesco a spuntarla.

Migliaia di persone dall’Italia e dall’estero festeggiano nelle strade e nelle piazze di Maranello, dopo aver assistito al memorabile Gran Premio di Suzuka su un maxischermo appositamente allestito: una marea multicolore di lingue, culture, etnie e tradizioni, una moltitudine variegata e festosa unita dall’unica grande passione per la Ferrari.

È il popolo dei tifosi, una comunità di appassionati che non perde occasione per tributare al proprio mito segni di affetto e calore. Anche nei momenti più difficili, come nei gran premi finali dei campionati di F1 del 1997, 1998 e 1999, quando la Ferrari ha mancato di un soffio la vittoria del mondiale piloti. È in quei momenti che la “fede” ferrarista emerge in tutta la sua unicità: un amore incondizionato e smisurato per la scuderia e i suoi piloti, anche nelle sconfitte, e ben rappresentato dall’immenso cuore rosso di 360 mq. realizzato dagli stessi tifosi e trascinato in corteo come un vero trofeo, simbolo di identità e appartenenza, o dal suono delle campane della parrocchia che celebrano i trionfi del Cavallino.

Quello dei gran premi a Maranello è un grande rito collettivo che richiama persone da ogni parte d’Italia e d’Europa per assistere insieme, nella città del Cavallino, alla proiezione delle gare di Formula 1. Una tradizione che prosegue ancora oggi, nelle domeniche di gara, con le dirette delle gare all’Auditorium Enzo Ferrari, dove gli appassionati si danno appuntamento per tifare Ferrari.

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La Cronoscalata del Cavallino

Una corsa di velocità in salita per auto moderne e storiche ha ripercorso il tracciato utilizzato a lungo per i test delle Rosse.

Prima della costruzione del circuito di Fiorano nel 1972, Enzo Ferrari era solito testare le proprie auto, anche quelle da corsa, sulle strade cittadine, in particolare sul tratto della via Giardini che da Maranello conduce a Serramazzoni, passando per la mitica “Svolta” di San Venanzio, località che prende il nome dalla caratteristica curva a gomito presente in quel punto.

Su quel tratto non era inconsueto per gli abitanti della frazione ammirare campioni come lo statunitense Phil Hill provare la 250 Testa Rossa che lo avrebbe condotto alla vittoria alla 24 ore di Le Mans il 22 giugno 1958 insieme a Olivier Gendebien.

Su quella strada che dalla pianura porta alla collina Ferrari teneva a battesimo molte delle sue creature. Proprio sulla via Giardini a partire dal 1998 e per alcuni anni si è disputata la Cronoscalata del Cavallino, gara di velocità in salita per auto moderne e storiche, evento che ha richiamato numerosi appassionati desiderosi di rivivere quelle antiche emozioni. Una gara che ha riportato in auge i fasti e le atmosfere di un periodo mitico per l’automobilismo da corsa.

In quegli anni Maranello accoglie anche altri grandi eventi sportivi, come la partenza della Maratona d’Italia dalla Galleria Ferrari, cornice suggestiva per una disciplina antichissima e gloriosa, idealmente legata a Maranello perché lo stesso Enzo Ferrari, in gioventù, prima di appassionarsi ai motori, aveva praticato l’atletica: “Un’emozione ancora lontana, per me, quella del volante”, scrisse nelle sue memorie, “Il mio sport era l’atletica leggera”.

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Il monumento a Enzo Ferrari

Nel 1998 Maranello festeggia i cento anni della nascita di Enzo Ferrari con una lunga serie di iniziative.

Uno dei “segni” rimasti dalle celebrazioni è il monumento dedicato al fondatore dell’azienda, donato alla città dal figlio Piero. La statua è una colonna di bronzo che ritrae le tappe più significative della vita di Enzo Ferrari ed è stata realizzata da Marino Quartieri, scultore modenese molto stimato dal Drake, su incarico del quale aveva realizzato anni prima alcune opere per la tomba di famiglia al cimitero di San Cataldo a Modena.

L’opera si trova di fianco al municipio, per testimoniare il legame che unisce la casa automobilistica alla città. Collocata su un piedistallo di granito alto quasi due metri, la scultura è una sorta di “colonna traiana” in bronzo alta circa 5 metri, di due metri di diametro e del peso di sessanta quintali. Una lunga fascia gira attorno alla colonna in un movimento ascendente. Reca raffigurate, a tutto tondo e a rilievo, le scene e gli episodi più significativi della lunga vita e della gloriosa carriera di Enzo Ferrari, le persone a lui care, i suoi collaboratori, i meccanici, le gare, le vittorie, le automobili, tutta l’epopea di Ferrari e della mitica casa automobilistica da lui fondata. Al culmine di questo percorso a spirale campeggiano la figura di Ferrari, il Cavallino rampante e l’ala della vittoria. I soli personaggi riconoscibili, oltre a Ferrari, ai suoi figli Dino e Piero e al nipote Enzino, sono il pilota Tazio Nuvolari e Sergio Pininfarina, il grande designer dei modelli più celebri delle vetture granturismo. Le altre figure non hanno identità ben precisa: sono piloti e tecnici, colti in azioni dinamiche con le automobili che hanno fatto la storia del Cavallino.

Il monumento a Enzo Ferrari a Maranello è uno dei luoghi più visitati dai turisti e la tappa obbligatoria dei tifosi dopo ogni vittoria della Ferrari. Un monumento gemello è stato donato alla città di Modena ed è collocato nel Parco Ferrari.

Tra le altre iniziative organizzate a Maranello nel 1998 per i cento anni di Enzo Ferrari, da ricordare la mostra internazionale d’arte “Da Ferrari alla Ferrari” e il workshop di architettura “Mito e luoghi: Ferrari e Maranello” dedicato allo studio di progetti urbanistici innovativi per la città, a cura dell’istituto di design Domus Academy.

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I cinquant’anni della Ferrari

Nel 1997 a Maranello si celebra il cinquantesimo anniversario dell’azienda del Cavallino.

Era il 1947 quando dalla fabbrica di Maranello uscì la prima Ferrari mai costruita, la 125S. Per festeggiare l’evento, nel maggio 1997, duemila Ferrari sono arrivate da Roma a Maranello attraversando l’Italia.

La partenza della lunga carovana dalla Capitale non è casuale: fu proprio al Gran Premio di Roma, sul circuito di Caracalla, che la Ferrari conquistò la prima vittoria il 25 maggio 1947, con la 125S guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore della scuderia. Solo qualche settimana prima il deludente risultato della gara sul circuito di Piacenza aveva portato Enzo Ferrari a commentare: “un insuccesso, ma promettente”. La vittoria romana fu invece l’avvio di una lunga serie di successi sulle piste: già nel ’47 la Ferrari vinse metà dei gran premi di quel campionato.

La strada che congiunge Roma a Maranello, in occasione del cinquantesimo, è dunque il percorso simbolico e concreto che racconta la storia e l’evoluzione del mito Ferrari lungo i suoi primi 50 anni. Il lungo corteo del 1997 ha visto protagoniste auto storiche dei collezionisti di tutto il mondo, come la GTO, la 250 Le Mans, la spider California, la 250 GT, la Daytona. Uno spettacolo straordinario culminato nella sfilata in pista a Fiorano e nella grande festa in Piazza Libertà a Maranello con i vertici dell’azienda e l’amministrazione comunale, con tanto di taglio della torta al grido di “Tanti auguri Cavallino!”.