LA FIRMA DI ENZO FERRARI

Sono tre i colori nel cuore di Enzo Ferrari. Il “rosso corsa” delle sue automobili. Il “giallo canarino” di Modena come sfondo del Cavallino Rampante. E il viola intenso dell’inchiostro della sua stilografica, con cui scriveva e firmava a mano lettere, biglietti e comunicazioni.

Nella sua vita, Enzo Ferrari rimase sempre fedele all’inchiostro viola. Il motivo è un ricordo d’infanzia legato al padre Alfredo che, quando scriveva una lettera a macchina, aveva l’abitudine di conservarne una copia realizzata grazie a un piccolo torchio a pressione: il risultato era, praticamente, una fotocopia “ante litteram”. Il testo e la firma di quel duplicato assumevano sempre un colore violaceo: da lì, la fedeltà di Enzo Ferrari al viola.

Con il suo inchiostro inconfondibile, Ferrari scrisse molti biglietti anche ai suoi dipendenti. Si trattava spesso degli inviti alle cene annuali dell’azienda, che scriveva e firmava di suo pugno. La cosa non è strana: a Ferrari piaceva avere un rapporto diretto con i suoi collaboratori. Li conosceva uno a uno, si interessava alle loro situazioni familiari, e non esitava a dare lavoro anche a parenti in difficoltà se si presentava l’occasione. Un rapporto stretto, a tratti paternalistico, ma di sicuro caratterizzato da grande umanità. E dal dialetto modenese, schietto, che Ferrari usava spesso e volentieri quando parlava sia con i suoi amici, sia con i suoi dipendenti.