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1987-1997 | Gli anni del cambiamento

Maranello, la Leggenda, la sua Gente

F40

Nel 1987, in occasione dei quarant’anni di attività della Ferrari, l’Ingegnere presenta la F40, l’ultima vettura realizzata sotto la sua gestione. Il modello doveva essere in grado di esprimere al massimo le capacità tecniche raggiunte nella casa di Maranello, per sublimare appieno l’idea dell’auto sportiva: emozionante, potente, spinta nella meccanica e nella linea, senza controlli elettronici. La F40 è innovativa anche nei materiali, infatti per la prima volta a Maranello si produce un’auto utilizzando il kevlar per la carrozzeria, il plexiglas per i finestrini laterali e per coprire il motore, mettendolo in mostra allo stesso tempo. Per quanto estrema, la decisione di produrre il modello fu una scelta azzeccata, aprendo la pista negli anni successivi per un filone dedicato alle auto stradali con un’anima da competizione. Dopo la 288 GTO e la F40, secondo questo stile sono nate la F50, la Enzo, la FXX e LaFerrari.

Il Papa in Ferrari

4 giugno 1988: per Maranello è una data importante, la data di una visita speciale. La città del Cavallino è avvezza da anni agli ospiti illustri, ma questo li batte tutti, perché si tratta di Papa Giovanni Paolo II. Purtroppo la salute di Enzo Ferrari non gli permette di incontrare Wojtyla, quel Papa che gli fa simpatia perché da giovane ha lavorato come operaio, così si sentono solo per telefono. Nonostante l’assenza del Drake, Maranello accoglie Giovanni Paolo II che visita anche lo stabilimento Ferrari. E si cala appieno nello spirito del luogo: invece di compiere il percorso e salutare dalla consueta “papamobile” bianca, chiede di salire su una Ferrari che gli viene immediatamente messa a disposizione.

La morte del Drake

A distanza di meno di due mesi da quella visita straordinaria, Il Drake, malato ormai da molto tempo, muore il 14 agosto 1988 all’età di 90 anni, lasciando di sé un ricordo carico di ammirazione e gratitudine in tutti gli appassionati di automobilismo per aver dato vita ad un mito unico nel suo genere. Eppure Enzo Ferrari, intervistato da Enzo Biagi nel 1980 dichiarò: “Non credo di avere crediti con nessuno. Io credo, prima di tutto, di aver fatto quello che mi faceva estremamente piacere.” Ferrari è stato tumulato nel cimitero di San Cataldo, a Modena, accanto alla tomba del figlio Dino.

Ferrari senza Enzo

A succedergli alla presidenza Ferrari è dapprima Piero Fusaro poi, nel 1991 assume la massima carica Luca Cordero di Montezemolo, che per 23 anni guiderà l’azienda, legandosi fortemente al cuore e allo spirito del Cavallino Rampante.

Nasce la Galleria Ferrari

Il 18 febbraio 1990 Enzo Ferrari avrebbe festeggiato 92 anni, e avrebbe assistito all’inaugurazione della sua ennesima sfida: la Galleria Ferrari. La morte del Drake accompagna un periodo di incertezza sulla fattibilità del progetto, ma in seguito i lavori riprendono, la ricerca del materiale anche. Lo spazio designato, alla fine, si rivela parte di quello attuale. L’organizzazione è in mano all’amministrazione comunale. Verso la Galleria affluiscono automobili come la 125 S e la Spider Scaglietti da corsa, tute e trofei di piloti, memorabilia e materiali iconografici, cimeli dello stesso Ferrari e di amici a lui vicini. Tutto è pronto per l’inaugurazione: il taglio del nastro sancisce l’inizio di una storia che continua ancora oggi: quella del Museo Ferrari.

Ritornare a correre

La morte di Enzo Ferrari è uno shock per l’intera azienda. Il figlio Piero, di quei momenti racconta: “Quando c’era da prendere delle decisioni c’era sempre un ultimo livello, e l’ultimo livello era lui: lui è il capo supremo. E adesso questo manca.”

Ma l’azienda divenuta ormai un simbolo indiscusso, doveva dimostrare di potersi reggere sulle proprie gambe: si progetta, si costruisce, si corre, si vende, come e più di prima.

Della F40 viene creata anche una versione da corsa, utilizzata in gran parte nelle gare di durata dai team clienti, mentre Piero Ferrari vuole fortemente la realizzazione della Ferrari 333 SP, un prototipo dalle elevate prestazioni che partecipa al campionato IMSA, seppur mai in modo ufficiale ma attraverso team satelliti, raggiungendo l’apice nel 1995 quando riesce a conquistare sia il titolo costruttori sia quello piloti, oltre a poter vantare la vittoria nella prestigiosa 24 Ore di Sebring.

Le fatiche della Formula Uno

In Formula 1 gli anni a cavallo tra ’80 e ’90 sono avari di soddisfazioni, la Ferrari non riesce a vincere il mondiale costruttori né ad aggiudicarsi quello piloti, la lotta con Williams e McLaren è aspra ed il cavallino rampante non riesce ad avere la meglio sulle scuderie rivali. Sulle Ferrari di quegli anni si avvicendano alcuni dei migliori piloti, sul sedile delle rosse siedono il francese Alain Prost, già vincitore di tre campionati mondiali con la McLaren, il britannico Nigel Mansell e Jean Alesi, con alterne fortune.

La Galleria diventa Museo

É il 1995: Sono passati cinque anni dalla nascita della Galleria Ferrari. L’iniziativa ha subito successo, i visitatori sono tanti e il museo è in attivo: in meno di un anno sono stati staccati 45000 biglietti. Una gestione che necessita di sempre maggior impegno: la macchina dei contatti con i prestatori è immensa, servono turni extra del personale per assicurare l’apertura, e la Galleria ha bisogno di un’opera continua e precisa di promozione. Visto il successo e il grande interesse dimostrato dal pubblico, l’ipotesi di un connubio tra l’Amministrazione e il Cavallino Rampante diventa concreta: la Galleria, di proprietà del Comune di Maranello, si affida alla gestione diretta dell’azienda Ferrari. Il passaggio del testimone arriva ufficialmente il 19 gennaio di quell’anno. Da quel momento la Galleria, diventata Museo Ferrari, non ha mai smesso di crescere, evidenziando una partnership modello capace di trasmettere i valori di Ferrari e della sua comunità a tutto il mondo.

Ad oggi il Museo è una collezione dinamica, con sezioni per mostre temporanee, ma anche sale tematiche che ne costituiscono lo scheletro, come quelle dedicate alle Vittorie, alla Formula 1 e ai modelli Gran Turismo. E ancora, proiezione di filmati, simulatori di F1, muretto box… Il Museo continua a espandersi, negli spazi e nella collezione, a testimonianza di una leggenda che va avanti, cavalcando ogni epoca.

La nascita di una stella

Per risollevare le sorti del cavallino nel 1996 approda in Ferrari Michael Schumacher, promettente pilota tedesco già vincitore di due titoli mondiali con la Benetton, che si rivelerà in grado di imprimere una svolta epocale nella storia delle rosse.

Personaggi

Il racconto delle persone che hanno fatto la storia recente della nostra comunità.

Ferrari

Un nome, un marchio, un mito ormai inscindibili dalla città stessa.

Storia

Gli eventi e le tappe che ci portano alla Maranello di oggi (e ci fanno immaginare quella di domani).

Patrimonio

I segni della storia e dell’arte che raccontano il nostro territorio.

Scuola

Imparare e formare, i momenti fondanti della Maranello di domani.

Sport

La storia di una vocazione sana all’agonismo e all’impegno.

Lavoro

La storia dei saperi e della ricchezza della nostra città, costruita con il lavoro e il talento.

Cultura

Una comunità cresce e si identifica in una cultura condivisa e aperta, fatta di saperi pratici e di sensibilità artistiche.

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