• 1977-1987-Maranello-Ferrari

1977-1987 | Sotto le luci della ribalta

Maranello, la Leggenda, la sua Gente

Una testa tutta Ferrari

È il Salone dell’Automobile di Parigi del 1984 il palcoscenico su cui la Ferrari sceglie di svelare al mondo uno dei modelli che diventeranno fra i più noti ed amati della casa di Maranello: la Ferrari Testarossa. Immediatamente apprezzata da pubblico e critica la Testarossa è un’auto elegante, grazie alla livrea disegnata da Pininfarina, e potente, che proprio per il successo ottenuto è rimasta in produzione fino al 1996, per un totale di 7.177 vetture messe sul mercato.

Bella come una diva del cinema

Nel tempo la sua linea raffinata e il lusso delle finiture la fanno diventare un’icona a livello globale, tanto da conquistare un posto anche sui set di Hollywood, come nel caso della popolare serie Miami Vice, in cui i due protagonisti sono alla guida di una Testarossa di colore bianco. Ma non è l’unica vettura a calcare le tavole del palcoscenico: La Ferrari 308 GTS è protagonista assoluta per ben tre stagioni nella serie Magnum P. I.

La Ferrari è ormai uno status symbol amata dai più amati: Peter Sellers, Sylvester Stallone, Paul Newman, Clint Eastwood, e la lista continua fino ai nostri giorni, tra protagonisti della moda, del business, dello spettacolo, della musica e tra i milioni di fan in tutto il mondo.

Niki Lauda e Jody Scheckter

La Formula 1 per l’azienda del Cavallino Rampante vive momenti di grande successo, con due incredibili fuoriclasse: Niki Lauda – pilota preciso, attento, quasi “matematico” e dalla volontà indomabile – e Jody Scheckter – un campione di grande esperienza, capace di dosare coraggio e intelligenza in un mix straordinario. Le due stelle della competizione consentono alle monoposto di Maranello di conquistare il titolo mondiale costruttori nel 1977 e nel 1979, e di vincere negli stessi anni anche la classifica piloti. Negli anni ’80 la Ferrari riesce ad aggiudicarsi altri due titoli costruttori, rispettivamente nel 1982 e nel 1983, prima di dover cedere al dominio McLaren.

Gilles Villeneuve

Sono anche gli anni in cui il popolo Ferrari si appassiona alle gesta del pilota canadese Gilles Villeneuve, che fa il suo esordio in Ferrari nel 1977, anno cui subentra per le ultime due gare dopo l’abbandono di Lauda, e resta al volante della rossa per cinque stagioni.

Per le sue doti di guida, l’agonismo che metteva in ogni competizione ma anche per il suo carattere mite e generoso al di fuori delle corse, Villeneuve diviene immediatamente uno dei beniamini dei tifosi Ferrari ed è anche grazie al suo prezioso aiuto che Scheckter riesce a vincere il mondiale nel 1979. Memorabile in quell’anno è il Gran Premio di Francia, che si corre a Digione, ed è teatro di una lotta avvincente tra Villeneuve e René Arnoux per il secondo posto, che il pilota canadese riesce a conquistare dando vita ad uno dei momenti più spettacolari nella storia della Formula 1.  

L’aviatore precipita a Zolder

L’”aviatore”, come era soprannominato Villeneuve, era ed è tuttora uno dei piloti più amati della storia Ferrari per il suo modo di correre, nonostante non abbia mai vinto il titolo mondiale anche a causa della prematura scomparsa, avvenuta nel 1982 a Zolder, durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio. Pur nella brevità della sua carriera quel “campione generoso”, come lo ha definito in seguito Luca Cordero di Montezemolo, ha lasciato un segno indelebile nella storia del Cavallino Rampante e nel ricordo dei suoi tifosi.

Un tempio per il Mito

La prima idea di una Galleria dedicata al Cavallino arriva nel 1984. Il 21 aprile lo stesso Enzo Ferrari fa richiesta al Castello di Spezzano e all’Autodromo di Modena di poter fare un sopralluogo a questo scopo. I due luoghi, però, si rivelano inadatti, e come per un naturale legame la scelta ricade su Maranello. Contestualmente, infatti, Ferrari inoltra la stessa richiesta al Comune il quale propone in prima battuta di allestire la Galleria dentro la biblioteca. L’idea è quella di mostrare le Ferrari attraverso il pavimento, camminando al piano di sopra della biblioteca.

Nel 1985 il Consiglio Comunale affida all’architetto Tiziano Lugli la progettazione della futura Galleria Ferrari, che va ad incorporare anche il Centro Civico. Nella stessa delibera accetta un contributo economico da parte di Enzo Ferrari e della società: iniziano da questo momento i primi passi di quello che diventerà nel tempo il Museo Ferrari di Maranello.

Ma il progetto subisce una battuta d’arresto: la salute di Ferrari comincia a venire meno e dopo la sua morte l’idea della Galleria viene messa nel cassetto. Ma non per molto.

Lo Stadio di Maranello

Maranello prosegue nelle opere di miglioramento della città, e nel 1986 inaugura il campo da calcio “Stadio comunale Dino Ferrari”, in via Dino Ferrari.

Personaggi

Il racconto delle persone che hanno fatto la storia recente della nostra comunità.

Ferrari

Un nome, un marchio, un mito ormai inscindibili dalla città stessa.

Storia

Gli eventi e le tappe che ci portano alla Maranello di oggi (e ci fanno immaginare quella di domani).

Patrimonio

I segni della storia e dell’arte che raccontano il nostro territorio.

Scuola

Imparare e formare, i momenti fondanti della Maranello di domani.

Sport

La storia di una vocazione sana all’agonismo e all’impegno.

Lavoro

La storia dei saperi e della ricchezza della nostra città, costruita con il lavoro e il talento.

Cultura

Una comunità cresce e si identifica in una cultura condivisa e aperta, fatta di saperi pratici e di sensibilità artistiche.

X