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1967-1977 | Daytona e le sue sorelle

Maranello, la Leggenda, la sua Gente

Scolpito nella memoria

Daytona per gli appassionati di automobilismo non è un luogo qualunque: gli eventi motoristici legati a questa città della Florida hanno segnato la storia dell’automobilismo mondiale, ma per i tifosi Ferrari Daytona è legata ad un’emozione unica.

6 febbraio 1967, all’ultimo giro della 24 Ore di Daytona ci sono tre Ferrari davanti a tutti, soprattutto davanti alle Ford, che in quegli anni rappresentano l’antagonista della Ferrari e corrono la gara “di casa”. L’arrivo è un evento indelebile nella mente dei tifosi: le tre Ferrari si dispongono una accanto all’altra per passare sotto alla bandiera a scacchi in parata, sancendo così il successo totale delle rosse con la vittoria di Lorenzo Bandini, seguito da Mike Parkes e Lodovico Scarfiotti dopo 666 giri e 4.000 km percorsi.

L’arrivo alla Lini

Ad ideare una simile mossa è stato il giornalista Franco Lini, all’epoca appena nominato ds della scuderia al posto di Eugenio Dragoni, con il chiaro intento di dare un segnale di forza e superiorità alle case costruttrici americane. Il momento, immortalato dai fotografi, è diventato un’immagine che ha fatto il giro del mondo e rappresenta un successo mediatico senza precedenti per la casa di Maranello, che all’epoca disponeva di un numero inferiore di mezzi e uomini rispetto ad autentico colosso automobilistico come Ford. L’auto con cui la Ferrari ha compiuto una tale impresa è la 365 GTB/4, da allora conosciuta come Ferrari Daytona.

Niki Lauda

In Formula 1, invece, per vincere nuovamente il mondiale costruttori la Ferrari deve aspettare la fine degli anni ’70, quando sale sul gradino più alto del podio per tre volte consecutive tra il ’75 ed il ’77, guidata dall’austriaco Niki Lauda, che in quegli anni ingaggia una memorabile battaglia sportiva con il britannico James Hunt.

La Dino e il futuro della Ferrari

In questi anni ad alcune Ferrari viene data la denominazione Dino, in particolare la Dino 196 S e la Dino 296 S, un modo con cui il Drake vuole commemorare la memoria del figlio Alfredo, a cui seguiranno la Dino 246 S del 1960, la Dino 206 SP del 1965, la Dino 206 S del 1966 e la Dino 206 GT del 1967.

L’accordo tra Ferrari e FIAT

Se il 1963 è l’anno dell’accordo mancato tra Enzo Ferrari e Filmer Paradise della Ford, il 1969 è invece l’anno del contratto stipulato con Fiat. Le mire di Ferrari, infatti, guardano ai grandi nomi dell’Italia più che ai colossi d’oltreoceano. E con la Fiat, c’è un conto in sospeso che dura dal 1919. Il primo accordo fra le due parti prevede la produzione di motori V6 a 65° destinati a vetture sia Ferrari, sia Fiat. Saranno le famose vetture Dino, chiamate con il nome del primogenito di Enzo Ferrari che, prima di morire prematuramente, aveva ideato e costruito quel tipo di motore.

Inoltre, nell’accordo del 1969 Fiat acquista il 50% del pacchetto azionario Ferrari e diritto di prelazione per prelevare il restante 40% alla morte di Enzo Ferrari, che avverrà nel 1988. Il 10% rimasto fuori resta a Piero, secondogenito di Enzo, cui spetterà la carica di vicepresidente. Con l’investimento Fiat prendono subito il via importanti iniziative in casa Ferrari, fra cui la costruzione della pista di Fiorano e l’espansione dello stabilimento di Maranello. E così, alla fine, il Drake riesce a incrociare il suo percorso con quello di Fiat. Il primo tentativo risale, appunto, al 1919, quando un Ferrari ventenne si trasferisce a Torino per lavorare in Fiat, ma non viene selezionato. Da lì, il “conto aperto” con la casa madre italiana dei motori, finalmente sistemato cinquant’anni dopo, a Maranello, da un Ferrari diventato Costruttore famoso in tutto il mondo.

Sport e Cultura a Maranello

Maranello cresce come centro e come qualità di vita. Nel 1971 vengono inaugurate la palestra e la piscina del Centro Sportivo di Via Dino Ferrari: Enzo Ferrari aiuta l’amministrazione comunale sia nella loro costruzione, sia nel successivo mantenimento.

Nel 1972 si inaugura la scuola media “Dino Ferrari”, oggi parte dell’Istituto Comprensivo Ferrari Maranello, nella sede di Via Claudia, mentre nel 1977 l’architetto Tiziano Lugli progetta e costruisce il Centro Civico su incarico dell’amministrazione.

Personaggi

Il racconto delle persone che hanno fatto la storia recente della nostra comunità.

Ferrari

Un nome, un marchio, un mito ormai inscindibili dalla città stessa.

Storia

Gli eventi e le tappe che ci portano alla Maranello di oggi (e ci fanno immaginare quella di domani).

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Imparare e formare, i momenti fondanti della Maranello di domani.

Sport

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La storia dei saperi e della ricchezza della nostra città, costruita con il lavoro e il talento.

Cultura

Una comunità cresce e si identifica in una cultura condivisa e aperta, fatta di saperi pratici e di sensibilità artistiche.

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