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1947-1957 | La Nascita del Mito

Maranello, la Leggenda, la sua Gente

Quando tutto ha avuto inizio

È negli anni della seconda guerra mondiale che Enzo Ferrari decide di spostare la sua azienda, Auto Avio Costruzioni, da Modena a Maranello. Di fatto, la legge sul decentramento delle imprese lo obbliga a cercare un’alternativa fuori città, ma Ferrari sa bene che lo stabilimento di Modena non può rispondere al suo scopo, ossia costruire macchine da corsa. Con l’espansione della città, infatti, la fabbrica si trova nelle immediate vicinanze del centro e lui, invece, ha bisogno di spazio. La prima scelta ricade su Formigine, ma l’accordo non si concretizza, così Ferrari guarda a Maranello. In paese non è uno sconosciuto. Qui ha dei possedimenti, e il fondo di 108 biolche modenesi che acquista per insediarvi la fabbrica confina proprio con una delle sue proprietà. L’atto di rogito porta la data del 16 dicembre 1942. Il fondo Cavani, acquistato dai precedenti proprietari copre l’area su cui ancora oggi sorge l’edificio originario, compreso lo storico ingresso. Sta per cominciare una nuova era, quella del sodalizio tra Maranello lo stabilimento di Enzo Ferrari.

La scuola per motoristi

Finita la guerra bisogna rimboccarsi le maniche per far sì che tutto torni alla normalità. Anche lo stabilimento di Ferrari deve ripartire, e per farlo servono innanzitutto risorse umane competenti. Nel 1946 è impensabile assumere persone da Modena, benché dotate di una formazione tecnica più consona alle necessità di Enzo Ferrari, intento a rispolverare il suo sogno di costruire macchine da corsa. Molte strade sono ancora interrotte e dissestate: il pendolarismo di oggi non è un’opzione. Le risorse giuste vanno trovate a Maranello. Nell’anno scolastico 1946/47 Enzo Ferrari fonda quindi un corso triennale per motoristi all’interno di un’ex casa colonica del fondo Cavani, oggi sede del Ristorante “Il Cavallino”.

Un promettente insuccesso

125S è il nome della prima Ferrari ideata e prodotta a Maranello: 100 cavalli, 12 cilindri e il Cavallino rampante ben in vista sono il biglietto da visita con cui Enzo Ferrari torna al mondo delle corse una volta terminato il conflitto bellico. Il debutto non troppo fortunato avviene nel maggio dello stesso anno a Piacenza, con alla guida Franco Cortese che è costretto al ritiro per un problema alla pompa di alimentazione, ma si tratta di quello che Enzo Ferrari definisce “un promettente insuccesso”.

La prima vittoria

Infatti la prima vittoria del Cavallino non tarda ad arrivare, due settimane dopo sul circuito delle Terme di Caracalla la Ferrari vince il Gran Premio di Roma, il primo di una lunga storia. La vettura, soprannominata dallo stesso Ferrari “autobotte” per le sue forme poco gradite al Drake, è stata prodotta in soli due esemplari, che furono poi completamente smantellati per riutilizzare i componenti nella costruzione delle sue evoluzioni successive, a partire dalla 125S F1 dell’anno successivo.

Rosso Ferrari

La Ferrari 125S F1 è la prima monoposto progettata dalla casa di Maranello espressamente per il campionato di Formula 1, e sarà la base per lo sviluppo delle successive Formula 1, ed è stata anche la prima ad adottare l’ormai famosa colorazione “Rosso Corsa Fiat”, meglio nota come “Rosso Ferrari”.

Come uccidere mia madre

La vettura prende parte a tre gare del campionato 1950 ma la svolta arriva il 14 luglio 1951 quando la 125S F1 coglie la prima vittoria in Formula 1 in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna, guidata da Juan Froilan Gonzalez. In questa occasione la Ferrari riesce ad avere la meglio anche sull’Alfa Romeo, vero punto di riferimento per l’epoca in fatto di auto da corsa, tanto che Enzo Ferrari ha modo di commentare in modo emblematico il risultato: “Battere l’Alfa è stato come uccidere mia madre”.

Alberto Ascari e Manuel Fangio

è l’inizio di un decennio di soddisfazioni e successi per la Scuderia Ferrari, capace di vincere per la prima il titolo nel campionato costruttori già nel 1952, grazie anche al talento del pilota italiano Alberto Ascari, che ripete il successo anche nel 1953, seguito poi dal titolo vinto nel 1956, con alla guida l’argentino Juan Manuel Fangio.

Addio, Dino.

Nel 1956, a soli 24 anni, muore il figlio Alfredo,  colpito da distrofia di Duchenne. Per il padre è un durissimo colpo, e da quell’anno Dino – questo il diminutivo con cui era conosciuto – verrà ricordato in molteplici modi: avranno il suo nome motori, autodromi, vetture, scuole, uno stadio, persino un marchio automobilistico

Maranello cresce

Dopo la prima scuola, la prima farmacia e la prima banca, per Maranello è tempo anche della prima biblioteca. È il 18 marzo 1951 quando il consiglio comunale ne delibera la costruzione. Il primo nucleo di libri è costituito da 334 volumi acquistati presso il Centro Diffusione Stampa di Modena. Con la nuova struttura si pone anche l’attenzione nel divulgare la cultura popolare fra i cittadini, promuovendo l’educazione e il sapere, rispondendo così ai bisogni morali del paese e alla crescita della società civile.

Il Mito Ferrari

La passione di Enzo Ferrari per il mondo delle corse spinge la Scuderia a cimentarsi anche in altri campionati, soprattutto nel mondo dello SportPrototipi, prendendo parte al campionato riservato alle vetture Sport, Prototipo, Sportprototipo e Gran Turismo, dove la Ferrari si distingue fin dagli esordi monopolizzando il campionato insieme agli altri costruttori italiani, e vincendo il titolo costruttori nel 1954, 1956 e 1957.

Nel frattempo i successi in pista permettono alla società di accrescere il suo prestigio e di portare il proprio marchio in giro per il mondo, si moltiplica così la produzione di auto, sia da corsa sia da strada, che diventano rapidamente emblema di potenza ed eleganza e sono richieste in tutto il mondo.

Personaggi

Il racconto delle persone che hanno fatto la storia recente della nostra comunità.

Ferrari

Un nome, un marchio, un mito ormai inscindibili dalla città stessa.

Storia

Gli eventi e le tappe che ci portano alla Maranello di oggi (e ci fanno immaginare quella di domani).

Patrimonio

I segni della storia e dell’arte che raccontano il nostro territorio.

Scuola

Imparare e formare, i momenti fondanti della Maranello di domani.

Sport

La storia di una vocazione sana all’agonismo e all’impegno.

Lavoro

La storia dei saperi e della ricchezza della nostra città, costruita con il lavoro e il talento.

Cultura

Una comunità cresce e si identifica in una cultura condivisa e aperta, fatta di saperi pratici e di sensibilità artistiche.

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